World Cancer Day, “occhio” al virus HPV

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In occasione del World Cancer Day vorremmo che particolare attenzione venisse dedicata a un virus molto particolare, HPV. Infatti sembra che proprio da questo virus derivino molti problemi, soprattutto oncologici, sia per i maschi sia per le femmine. Per questo auspichiamo che la vaccinazione possa essere estesa, in tutte le regioni, ai soggetti di entrambi i sessi. E allora conosciamo meglio questo virus apparentemente banale. Il virus del papilloma umano (HPV, dall’inglese Human Papilloma Virus) è in realtà una famiglia di virus che infettano le cellule che ricoprono la superficie della pelle e delle mucose, quali i tessuti di rivestimento di bocca, gola, cervice, vulva, vagina e ano. Si conoscono oltre 120 tipi diversi di HPV, ma solo alcuni di essi, circa 13 tra i 40 che colpiscono le zone genitali, sono responsabili del tumore della cervice uterina e, pertanto, vengono chiamati ceppi ad alto rischio. Nella maggior parte dei casi l’infezione causata da un virus HPV passa inosservata poiché non provoca effetti di rilievo e spesso si risolve senza che la paziente se ne sia accorta. Nel 70-90% dei casi il sistema immunitario dell’organismo riesce, infatti, a debellare il virus spontaneamente nell’arco di due anni. Quando però l’infezione da parte di un ceppo ad alto rischio persiste e non viene trattata, può dare origine, in un tempo stimato anche di cinque anni, a lesioni cellulari precancerose che possono guarire spontaneamente o, raramente, evolvere in un vero e proprio tumore, anche a distanza di vent’anni.

Il cancro della cervice uterina è il secondo tipo di tumore più diffuso tra le donne dopo quello alla mammella: in Italia si manifestano circa 3.400 nuovi casi ogni anno. Tuttavia, se diagnosticato precocemente le probabilità di morire a causa di questa malattia sono inferiori all’1%. In Lombardia i dati forniti dai registri tumori mostrano tassi di incidenza di poco al di sotto della media italiana. Oggi le donne hanno a disposizione uno strumento fondamentale per prevenire questa patologia: il vaccino anti-HPV contro il virus del papilloma umano, responsabile dello sviluppo del tumore.

Il vaccino per l’HPV, disponibile al CDI Saint Bon, può essere somministrato previa prenotazione alle donne dall’adolescenza fino a 45 anni.

“La prevenzione – sottolinea Roberta Daccò, responsabile dei servizi di ginecologia al Centro Diagnostico Italiano – è la nostra arma principale per combattere il cancro. Negli ultimi decenni l’incidenza dei tumori ha subito un incremento, ma sottoponendosi regolarmente agli screening è possibile ridurre significativamente i rischi. Ciò è a maggior ragione importante per il Papilloma Virus poiché, generalmente, l’infezione causata dal virus HPV non provoca effetti di rilievo ed è difficile prevederne l’evoluzione. Se diagnosticato in tempo, il tumore al collo dell’utero è un tumore prevenibile e curabile al 100%.”

Sarà possibile sottoporsi gratuitamente al test HPV, previa prenotazione, nella giornata di sabato 4 febbraio, dalle ore 8.00 alle ore 12.00. Per prenotare è necessario contattare, da lunedì a venerdì (9.00 – 18.30), il numero 02 48317300. L’iniziativa si svolge presso la nuova sede di Viale Monza, sita al quarto piano del civico n. 270, il nuovo poliambulatorio CDI che si è aggiunto alla storica sede SSN di Viale Monza, nell’ambito di un più ampio progetto di ampliamento e sviluppo territoriale. Il test consiste in un prelievo di una piccola quantità di cellule dal collo dell’utero.

La vaccinazione contro il Papillomavirus umano (HPV) si è dimostrata molto efficace nel prevenire il carcinoma della cervice uterina (collo dell’utero), soprattutto se effettuata prima dell’inizio dell’attività sessuale. Presso il centro vaccinale del CDI è disponibile, previa prenotazione al numero 02 48317444, il vaccino quadrivalente, contro i tipi 16 e 18 (i tipi di virus in grado di causare le lesioni pretumorali) e i tipi 6 e 11 (quelli che causano il maggior numero di condilomi). Il vaccino può essere somministrato alle donne dall’età dell’adolescenza fino a 45 anni, previo consulto con il ginecologo.