Vitiligine, un problema soprattutto estivo

2969

Mostrare aree cutanee più chiare rispetto alle rimanenti porzioni del corpo determina certamente problemi certamente estetici ma soprattutto di relazione e quindi psicologici. Stiamo parlando della vitiligine, malattia della cute caratterizzata da aree più chiare, a margini netti, localizzata o generalizzata, idiopatica o acquisita, a causa della mancanza di melanociti. Con l’abbronzatura estiva le aree acromiche si rendono ancora più evidenti in quanto si accentua il contrasto con la cute normale circostante e pigmentata e di conseguenza aumentano le richieste di cura ai medici. Le cause della vitiligine sono molteplici e possono essere correlata ad una predisposizione genetica, a malattie autoimmuni e psichiatriche o a stress, esordisce di norma dai 10 ai 30 anni d’età, può avere un’evoluzione rapida o molto lenta e causare disturbi psicologici per non accettazione dell’effetto estetico causato dalle aree acromiche. Si calcola che la sua prevalenza nella popolazione generale sia dell’1%. Vediamo quali possono essere le diverse opzioni terapeutiche. In situazioni di emergenza può essere considerata l’opzione cosmetica di coprire temporaneamente le aree acromiche con una crema di diidrossiacetone al 3,5-6% tenendo presente che la crema al 6% si è dimostrata più efficace di quella a minor concentrazione, come suggerisce un articolo pubblicato su Int J Dermatol del 2008. In primo luogo si preferisce però ricorrere alla fototerapia con ultravioletti B a banda stretta, preceduta dall’applicazione topica di tacalcitolo. Altri preferiscono l’applicazione topica di L-fenilalanina seguita da fototerapia e la monoterapia con ginkgo biloba oppure la dermoabrasione seguita da applicazione topica di 5-fluorouracile al 5%. Infine la terapia chirurgica, come il trapianto autologo, che però sono riservati a casi selezionati con aree di vitiligine circoscritte e stabili, nei casi in cui le cure mediche non hanno abbiano dato risultati.