Vincenzo Falabella: “Riorganizzare i servizi per le lesioni del midollo spinale”

2642

Per Vincenzo Falabella – avvocato e presidente della FAIP, Federazione Associazioni Italiane Paratetraplegici e presidente nazionale della FISH, Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – non ci sono più dubbi: “Bisogna riorganizzare i servizi per le lesioni del midollo spinale”. La modifica sostanziale dell’eziologia della lesione al midollo spinale ha subìto negli ultimi anni un cambiamento radicale, registrando una crescita vertiginosa dei casi di tetraplegia alta e contemporaneamente l’aumentare delle lesioni midollari incomplete, oltre alla crescita dell’età media. Questo ha comportato la necessità di un adeguamento delle prassi assistenziali e degli interventi riabilitativi e abilitativi per la definizione di un quadro sanitario stabile e un progetto riabilitativo complesso che abbia la finalità di riuscire ad individuare dei progetti di vita dignitosi. È diventata quindi ancor più pressante la necessità che l’Unità Spinale diventi il nodo centrale di una rete che unisca i percorsi riabilitativi/abilitativi al territorio di residenza della persona con lesione al midollo spinale. “Nei Servizi dedicati si sta verificando una crescente burocratizzazione nel riconoscimento del diritto a prestazioni sanitarie essenziali, in particolare da parte di persone con lesione midollare ‘stabilizzata’, lunghe liste di attesa per trattamenti chirurgici e ricovero di persone con lesioni cutanee. Si percepisce una crescente e diffusa situazione di abbandono da parte di chi viene dimesso, con una scarsa e insufficiente attenzione da parte dei territori. Tale conseguenza – prosegue Falabella – è dovuta anche alla carente integrazione e dialogo con il territorio e i servizi esistenti; persiste una difficoltà ad accedere a prestazioni peculiari dovute alla condizione delle persone con lesione midollare c. d. stabilizzate fuori dalle US. Tutto ciò determina un ‘limbo’ per quanti vorrebbero una risposta appropriata ed efficace alla domanda di salute. Inoltre, l’inadeguatezza dei livelli informativi determina la sensazione di non essere titolari del diritto alla salute, ma semplici destinatari di prestazioni parcellizzate fuori da ogni progettualità o presa in carico. “Considerato il rischio, ormai diffuso in tutti i servizi dislocati sull’intero territorio nazionale, di abbassamento del livello di qualità dei trattamenti, oltre alle difficoltà nel soddisfare efficacemente la domanda di ‘salute’, riteniamo opportuno costruire un percorso condiviso che veda la massima partecipazione in un apposito organismo istituito e riconosciuto quale quello della Consulta Nazionale sul monitoraggio delle condizioni di salute e benessere delle Persone con lesione al midollo spinale in Italia”, aggiunge Falabella. “Ciò si rende necessario per definire strategie comuni a livello nazionale e politiche uniformi a livello territoriale. La riunione insediativa di quella Consulta Nazionale si terrà l’8 luglio a Roma, con l’adesione di tutte le realtà del nostro Paese impegnate in tale settore.”