Veneto. Calano le liste d’attesa per la cataratta, Zaia: “Facciamo il 10% degli interventi nazionali”

In Veneto, gli interventi di cataratta presentavano a fine 2024 tempi di attesa di circa 12,5 mesi. Anche grazie al Piano Straordinario 2025 (periodo marzo 2025 - febbraio 2026) e 1,7milioni di investimento, spiega la Regione, è stato registrato un incremento di attività pari a +34% di interventi rispetto al 2024, facendo calare il numero delle prescrizioni scadute e rilevare una prima diminuzione della lista d’attesa complessiva. A Fine agosto, il computo era di 42.966 pazienti con prescrizione non scaduta e 7.627 con prestazione scaduta, frutto di un calo del -3,7% a giugno, del -4% a luglio e del -7,9% ad agosto.

“In Veneto si registrano circa il 10% dei 650mila interventi l’anno in Italia, per una patologia intimamente legata all’invecchiamento della popolazione alla quale abbiamo deciso di dare una risposta forte con il nostro Piano specifico, anche per incidere sul piano psicologico perché, per un anziano, 12 mesi d’attesa più 6 per la prima visita costituiscono una grossa fonte d’ansia, anche se i 12 mesi per l’intervento sono il tempo corretto secondo le norme nazionali”, dichiara il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. “Oggi siamo in grado di operare circa 50mila pazienti l’anno, che sono di più della somma di quelli in lista e con lista scaduta. Per questi ultimi pensiamo di azzerare il tutto entro l’anno. Aiutano molto anche i successi tecnici dei nostri bravissimi Specialisti, che hanno progredito al punto che alcuni di loro già sono arrivati a operare entrambi gli occhi in 1 sola seduta. C’è stato e ci sarà un grande gioco di squadra tra Regione, Ullss e operatori sanitari, che ringrazio tutti indistintamente per la disponibilità.”

“Con il Piano puntiamo ad azzerare le prescrizioni scadute entro 12 mesi”, afferma l’assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin. “Già oggi stiamo vedendo un calo importante e anche una prima discesa della lista complessiva. L’efficienza organizzativa è stata una delle chiavi del successo, perché sono stati privilegiati i modelli più performanti, evitando di spalmare le risorse in maniera indifferenziata, al punto che con gli 1,7milioni di euro di cui è dotato il Piano si ottiene un aumento dell’attività chirurgica di oltre 1/3, un rapporto costi-benefici molto favorevole. Se il Piano proseguirà – conclude – il Veneto potrebbe portare le attese reali sotto l’anno in maniera stabile, con effetti sulla qualità della vita di migliaia di anziani.”