La variante Delta del coronavirus nel mondo e in Italia

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La variante Delta del coronavirus, nel dicembre 2020, si diffondeva dallo stato indiano del Maharashtra a Nuova Delhi, arrivando in pochi mesi a un’incidenza di anche 30mila casi al giorno: “Improvvisamente… è dominante e spazza via completamente Alpha”, che fino ad allora era la più diffusa in città, dice Anurag Agrawal, capo dell’Istituto di Genomica e Biologia Integrativa a Nuova Delhi. In Inghilterra, dopo un forte calo dei casi infetti dovuto a una rapida e massiccia campagna vaccinale, la variante Delta rappresenta oggi il 90% e forse più dei casi di COVID-19: ha nuovamente aumentato il numero dei contagi e ha portato con il Governo a posticipare la fase finale del piano delle riaperture, che continua a essere rimandato. Una ricerca del Public Health England sottolinea la capacità di diffusione di Delta: rispetto a Alpha, apparsa nel Regno Unito nel 2020, “otteniamo stime del 50% o del 100% in più di trasmissione”, afferma il prof. Adam Kucharski, della London School of Hygiene & Tropical Medicine.

A Lisbona, il Governo ha emanato un divieto di viaggio di 3 giorni tra la città e il resto del Paese, sempre per cercare di contenerne la diffusione. “È molto probabile che la variante Delta circolerà ampiamente durante l’estate, in particolare tra gli individui più giovani che non sono presi di mira per la vaccinazione”, afferma Andrea Ammon, capo del Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie. “Ciò potrebbe causare un rischio per gli individui più vulnerabili di essere infettati e sperimentare gravi malattie e morte se non sono completamente vaccinati.”

Negli Stati Uniti, dove la prevalenza è ora stimata almeno al 14%, il 15 giugno i CDC hanno dichiarato la variante Delta “preoccupante”. In Russia, Indonesia e molti altri Paesi, è ritenuta una delle cause del nuovo aumento dei contagi.

L’arrivo della variante Delta esprime il potenziale di SARS-CoV-2 di evolversi e adattarsi, purtroppo anche nei mesi e negli anni a venire. Per il momento, rappresenta in particolare una minaccia per i Paesi più poveri con scarsa disponibilità o accesso limitato ai vaccini, spiega Soumya Swaminathan, capo consigliere scientifico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: “La mia preoccupazione immediata è cosa accadrà quando Delta verrà introdotto in Africa”, dichiara. “Non sono da escludere le epidemie esplosive.”