Vaiolo delle scimmie. Vaccini e sequenziamento del virus

L’istituto Spallanzani rende noto che i campioni risultati positivi sono stati sequenziati per il gene dell’emoagglutinina (HA), che consente l’analisi filogenetica: “I campioni sono tutti risultati affini al ceppo dell’Africa Occidentale con una similarità del 100% con i virus isolati in Portogallo e Germania. Potremmo essere anche in Italia di fronte a un virus ‘paneuropeo’, correlato con i focolai in vari paesi europei, in particolare quello delle Isole Canarie.”

Sono 2 i vaccini attualmente esistenti: uno è prodotto dall’azienda americana Emergent BioSolution; l’altro dall’europea Bavarian Nordic, con sede in Danimarca. A fare il punto sui due preparati a oggi disponibili in Europa e Nord America, che al momento non vengono somministrati, è un articolo pubblicato su Science, a firma Jon Cohen. Quello dell’americana Emergent BioSolutions, considerato simile al vaccino utilizzato durante la campagna di eradicazione, può ancora causare reazioni gravi, e persino la morte, nelle persone che hanno un sistema immunitario compromesso; l’altro utilizza una forma non replicante di Vaccinia virus (molto simile al vaiolo), specificamente progettata per causare meno effetti collaterali. Quest’ultimo, precisa l’articolo, è l’unico vaccino esplicitamente approvato per il vaiolo delle scimmie. I 2 vaccini sono in grado di prevenire la malattia anche se usati fino a 4 giorni dall’esposizione al virus e potrebbero quindi essere usati per proteggere i soggetti entrati a contatto con infetti ma, nonostante siano disponibili, al momento non vengono prescritti in nessun Paese.