Vaccino Pfizer-BioNTech solo per 25milioni di persone. Locatelli: “In Italia prime dosi all’inizio del nuovo anno”

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Nonostante gli sforzi di produzione, e ammettendo che la catena di distribuzione e di somministrazione non crei grossi problemi, entro fine anno il vaccino potrà essere disponibile solo per una esigua fetta di popolazione mondiale, 25milioni. “In Italia da metà gennaio potranno essere disponibili le prime dosi del vaccino, che ragionevolmente saranno offerte prima agli operatori sanitari, alle forze dell’ordine e alle fasce più fragili della popolazione”, dichiara il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, ospite di Lilli Gruber al programma Otto e Mezzo su La7.

Ma vediamo i numeri, più o meno reali, di chi ha prenotato questo vaccino. Secondo quanto calcolato dall’agenzia AGI, L’Unione Europea aveva ordinato 200milioni di dosi ed è pronta a esercitare l’opzione per altre 100mila; il Regno Unito ne aveva ordinate 30milioni, ma in questi giorni Johnson ha parlato di 40milioni; gli Stati Uniti, che puntavano molto sul vaccino di Moderna, hanno ordinato 100milioni di dosi, ma hanno l’opzione per arrivare a mezzo miliardo; il Giappone ha prenotato 30milioni di dosi e il Canada altre 20, con l’opzione di arrivare a 76milioni. “Facendo un rapido calcolo – stimata l’AGI – se tutte le opzioni verranno esercitate, si parla di quasi 1miliardo di dosi. Con il massimo sforzo possibile, Pfizer e BioNTech sperano di produrre 1,3 miliardi di dosi l’anno prossimo. Va ricordato poi che BioNTech sta lavorando con la Shanghai Fosun Pharmaceutical Group per vendere il vaccino anche in Cina.”

In pratica, secondo questi dati, entro fine anno, anche per ammissione delle stesse aziende, potranno essere vaccinate, nella migliore delle ipotesi, 25milioni di persone, cifra equivalente a meno di 1/3 della popolazione della Germania. “Dovremo fare in modo di trovare una maniera per distribuire il vaccino in maniera equa”, commenta l’amministratore delegato di BioNTech, Ugur Sahin. Il vaccino richiede inoltre temperature rigidissime per un’adeguata conservazione, il che renderà la distribuzione non semplice.