Vaccini e COVID-19. AME rassicura: “AstraZeneca efficace per Tiroidite di Hashimoto, rischioso non vaccinarsi”

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A seguito delle recenti disposizioni ministeriali sulla campagna vaccinale anti CoVID-19, AME ritiene importante fare alcune precisazioni relative alle endocrinopatie, in particolare sulla Tiroidite di Hashimoto e sul conseguente allarme generatosi tra gli operatori sanitari e tra le persone affette sul vaccino AstraZeneca. La società scientifica ha pubblicato uno statement su sicurezza e con indicazioni sui vaccini legati alle endocrinopatie indirizzato ai pazienti, agli operatori e alle Istituzioni sanitarie.

I VACCINI ATTUALMENTE UTILIZZABILI

Sono attualmente disponibili 3 vaccini contro SARS-CoV-2, tutti disegnati per indurre un’immunizzazione verso la Spike Protein utilizzata dal virus per penetrare nelle cellule ospiti. I primi 2 vaccini approvati in Italia sono stati prodotti da Pfizer e Moderna e utilizzano l’mRNA per indurre la sintesi della Spike Protein da parte delle cellule. Il terzo vaccino, prodotto da AstraZeneca, utilizza un vettore adenovirale che reca l’informazione genica da condurre nel nucleo della cellula sempre per stimolare la produzione della Spike Protein. Le pubblicazioni con le quali è stata dimostrata l’efficacia dei vaccini menzionati descrivono anche una loro differente capacità protettiva. I vaccini a mRNA sembrano infatti aver dimostrato un maggior grado di protezione dall’infezione da SARS-CoV-2.

LA CAMPAGNA VACCINALE DEL MINISTERO

Superata la fase 1 della campagna di vaccinazione, rivolta ad operatori sanitari e sociosanitari, personale ed ospiti dei presidi residenziali per anziani, anziani over80, (per i quali è stata prevista la vaccinazione con vaccino a mRNA), il Ministero ha proseguito stratificando i soggetti in relazione alla loro fragilità e al carico di malattia. Tale stratificazione ha previsto sia la priorità temporale di una categoria di soggetti rispetto ad un’altra sia, in presenza di risorse vaccinali contingentate, la selezione preferenziale di alcuni soggetti da sottoporre a vaccinazione con vaccini a mRNA in rapporto alla loro maggiore descritta capacità protettiva. Con il documento dell’8 febbraio 2021, il Ministero della Salute ha emanato delle “raccomandazioni ad interim” per individuare le categorie target da vaccinare prioritariamente e preferibilmente con l’uno o l’altro vaccino. Il razionale alla base di tali raccomandazioni è quello di riservare ai soggetti più fragili, e con maggior rischio di CoViD-19 grave, i vaccini che abbiano una maggiore efficacia nel ridurre la probabilità di contagio da SARS-CoV-2.

MALATTIE ENDOCRINE E VACCINI

Relativamente alle endocrinopatie e ad altre condizioni cliniche di interesse endocrinologico, definite come “Diabete/altre endocrinopatie severe”, i criteri preferenziali per essere sottoposti a vaccinazione con vaccino a mRNA sono:

  • Diabete mellito insulino-trattato (nel documento inserito come Diabete Giovanile) – Cod. di esenzione 013;
  • Diabete mellito tipo 2 in trattamento con almeno 2 farmaci ipoglicemizzanti o con vasculopatia periferica con indice di Fontaine ≥ 3 – Cod. di esenzione 013;
  • Morbo di Addison – Cod. di esenzione 022;
  • Obesità grave (qui identificata come soggetti con BMI > 35 kg/m2);
  • Pazienti affetti da S. di Down – Cod. di esenzione 065.

Purtroppo, nell’elenco dei codici di esenzione che identificano le categorie indicate nelle “raccomandazioni ad interim”, è citato il codice 056, che corrisponde alla Tiroidite di Hashimoto. In particolare, questa condizione rischia di essere inserita nell’elenco delle “Malattie autoimmuni con associata immunodepressione secondaria a trattamento terapeutico e conviventi” accanto ad Artrite Reumatoide (006), Anemia emolitica autoimmune (003), Glaucoma (020), Spondilite Anchilosante (054), Colite Ulcerosa e Malattia di Crohn (009), LES (028), Malattia di Alzheimer (029), Connettivite indifferenziata (067), Psoriasi (045).

Questa decisione ha prodotto allarme e confusione sia negli operatori sanitari che nei pazienti con tiroidite di Hashimoto, che in molti casi hanno rinunciato o si sono visti rifiutare la possibilità di essere vaccinati con il vaccino AstraZeneca, pur in assenza di specifiche e formali controindicazioni da parte dell’azienda produttrice. Pur essendo stata questa impostazione parzialmente rettificata da una successiva circolare del 22 febbraio del Ministero della Salute, nella situazione attuale AME ritiene importante precisare che:

  • Condivide il principio che, a fronte di una documentata maggiore efficacia, possa esserci un indirizzo preferenziale riguardo i soggetti più fragili ed i pazienti con maggiore carico di malattia verso l’uso di vaccini a mRNA attualmente disponibili in Italia (Pfizer e Moderna);
  • Dissente sull’inserimento della Tiroidite di Hashimoto tra le patologie che impongono un maggior carico di malattia, e che conseguentemente comportino l’utilizzo dei soli vaccini a mRNA. La Tiroidite di Hashimoto è una patologia autoimmune che: è organo-specifica, solo saltuariamente associata ad altre malattie autoimmuni endocrine più gravi (morbo di Addison, diabete giovanile) o a malattie autoimmuni non organo-specifiche (categorie specificamente previste nel sopracitato documento), non prevede in nessun caso terapie immunosoppressive, ma solo eventualmente la terapia ormonale sostitutiva per la possibile evoluzione in ipotiroidismo.

Sulla base di queste considerazioni, non si ravvedono motivi che giustifichino l’inserimento della Tiroidite di Hashimoto nell’elenco delle condizioni cliniche di “estrema vulnerabilità”, né in quello delle “Persone con aumentato rischio clinico se infettate da SARS-CoV-2” per le quali viene prevista un’indicazione preferenziale alla vaccinazione con vaccino a mRNA. Il concreto pericolo è quello di esporre, ingiustificatamente e in maniera prolungata, questi pazienti al rischio di possibile infezione da SARS-CoV-2 e complicanze da COVID-19, in attesa di potere ricevere un vaccino a mRNA il cui approvvigionamento è attualmente insufficiente.

L’AME ritiene inoltre che, in base ai recenti protocolli di trattamento del Diabete tipo 2, l’affermazione “in trattamento con almeno 2 farmaci ipoglicemizzanti” non possa rappresentare un criterio idoneo per identificare pazienti particolarmente fragili e con elevato carico di malattia e che tale valutazione debba eventualmente essere effettuata per tutti i pazienti diabetici dallo specialista che ha in carico il paziente. Infine, AME chiede che il termine “endocrinopatie severe” sia usato estensivamente al fine di includere l’indicazione alla vaccinazione prioritaria, possibilmente con vaccino a mRNA, anche ai soggetti affetti da Acromegalia (Cod. di esenzione 001), Malattia o Sindrome di Cushing (Cod. di esenzione 032), Panipopituitarismo.