È utile il radiofarmaco nelle metastasi ossee da tumore alla prostata?

3005

Domanda

Ho il tumore della prostata e dopo l’intervento per 2 anni è andato tutto bene. Da 6 mesi circa il PSA si è alzato e gli oncologi mi hanno fatto di tutto. Ma, ahimè, qualche giorno addietro ho scoperto delle metastasi ossee e ho dolore. Siccome ho letto molto dei suoi articoli sul web e repubblica dove recentemente la consiglia anche per il tumore metastatico alle ossa, pensa che questa terapia potrebbe giovarmi?

 

Risposta

Per quanto riguarda le metastasi ossee del tumore alla mammella ho scritto che sono in corso degli studi sperimentali in Italia e in Europa, ma il radiofarmaco, a oggi, è indicato solo per le metastasi ossee del tumore della prostata, che spesso, come lei riferisce, provocano dolore. Si tratta di un radiofarmaco, il Radium 223 che, una volta iniettato per endovena (occorrono sei punture, una al mese) è capace di incorporarsi nell’osso, nella sede delle metastasi scheletriche, e di liberare un’energia molto intensa e poco penetrante (radiazioni alfa) capace di uccidere le cellule tumorali riducendo al minimo gli effetti collaterali sui tessuti sani, in particolare sul midollo osseo. Il Radium 223 si è dimostrato capace di prolungare la sopravvivenza dei malati affetti da carcinoma della prostata con metastasi scheletriche e sintomi dolorosi e viene somministrato in tantissimi centri di medicina nucleari della penisola; il farmaco è indicato solo in caso di metastasi ossee e non quando il tumore si è diffuso a altri organi o linfonodi. Su clicmedicina, sul banner “tumore della prostata”, potrà trovare i centri italiani dove viene effettuata questa terapia.