Uomini che maltrattano le donne: “È sufficiente punire?”

843

Ogni 3 giorni in Italia viene compiuto un femminicidio; nell’85% dei casi, gli uomini autori di violenza reiterano il proprio comportamento, spesso con un’escalation di gravità. Dati allarmanti che rendono necessario domandarsi: “Punire, basta?”. Di questo si è parlato nell’incontro organizzato oggi alla Camera del Lavoro di Milano da Fondazione Somaschi Onlus, tra le principali realtà del terzo settore che compongono la rete antiviolenza del Comune di Milano, e CIPM – Centro Italiano per la Promozione della Mediazione, col patrocinio del Comune di Milano. Al centro dell’evento diversi progetti sperimentali che coinvolgono uomini maltrattanti in percorsi di recupero e rieducazione, come il gruppo “Nonpiùviolenti” avviato con 11 uomini maltrattanti da Fondazione Somaschi nella primavera 2018 e tuttora in corso. Un percorso guidato da uno psichiatra e uno psicoterapeuta che mira alla presa di coscienza della gravità delle azioni compiute e all’apprendimento di nuove strategie di comportamento, con un monitoraggio costante della violenza tramite il confronto con le compagne degli uomini coinvolti.

“La Lombardia – evidenzia Maura Misiti, dell’IRPPS-CNR – è la seconda Regione italiana, dopo l’Emilia Romagna, con il maggior numero di programmi di trattamento per uomini autori di violenza contro le donne: sono 8 su un totale nazionale di 54 (in Emilia Romagna sono 9). Qui i programmi sono stati frequentati da un totale di 200 uomini (in media 33 a fronte di un dato nazionale pari a 23 uomini).”

“Chiediamo a Regione Lombardia di avviare un tavolo che approfondisca il lavoro sociale sugli autori di violenza”, afferma Valerio Pedroni, portavoce di Fondazione Somaschi. “Punire si deve, ma non basta. Le donne che accogliamo nei nostri centri e nelle case protette hanno paura di tornare, presto o tardi, a essere in pericolo. È necessario lavorare sulla prevenzione e abbattere la recidiva. Per questo siamo convinti che il trattamento degli uomini debba diventare un servizio accreditato, un pezzo del sistema del contrasto alla violenza di genere”, conclude Pedroni. “I risultati sono incoraggianti”, conclude Francesca Garbarino, del CIPM. “Nei primi 7 mesi del 2019 su 241 casi di uomini che hanno intrapreso nostri percorsi di trattamento non si è registrata alcuna recidiva.”