Un “occhio tecnologico” per l’anestesia locale

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Nel caso di interventi ortopedici agli arti si effettua un tipo di anestesia locoregionale ecoguidata. Essa consiste nell’utilizzare l’ecografo in fase pre-operatoria per individuare con precisione le strutture nervose da anestetizzare. “Questa tecnica – spiega il dott. Rocco Rizzo, Responsabile del Dipartimento dei Servizi Sanitari e di Supporto, Anestesia e Rianimazione presso il Centro Specialistico Ortopedico Traumatologico Pini Cto – consente di ridurre in modo incisivo il rischio di complicanze e aumenta la percentuale di successo: mette a disposizione dell’Anestesista uno strumento che permette di localizzare con precisione le strutture nervose; al contrario di altre tecniche, come l’elettrostimolazione, l’utilizzo dell’ecografo in blocco operatorio oggi permette di agire con maggior precisione, evitando la formazione di ematomi e complicanze.”

Inoltre, presso il Pini Cto, è diventata pratica quotidiana l’analgesia post operatoria tramite “cateterini perinervosi”: “Nel caso di dolore post-operatorio prolungato, cioè oltre le 24 ore, al paziente vengono posizionati localmente dei piccoli cateteri, molto vicini al nervo”, aggiunge il dott. Gianluca Cappelleri. “Questa pratica, anch’essa resa possibile dall’uso dell’ecografo, consente un notevole miglioramento nel controllo del dolore del paziente. Al Pini-CTO la metodica è utilizzata in modo estensivo, perciò l’ASST è divenuta punto di riferimento e di formazione in ambito di anestesia locoregionale ecoguidata.”