
Per il quinto anno consecutivo, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare EFSA e il Ministero della Salute promuovono in Italia la campagna di comunicazione Safe2Eat, con l’obiettivo di accrescere la fiducia dei consumatori sulla sicurezza alimentare in UE, sensibilizzando i cittadini affinché prendano decisioni informate sulle proprie scelte alimentari, aumentando la consapevolezza su ciò che avviene nelle fasi di preparazione e conservazione dei cibi e evidenziando il ruolo fondamentale della scienza e delle direttive formulate dagli esperti dell’EFSA, grazie alle quali il cibo sulle nostre tavole è controllato e sicuro. La campagna 2025 – avviata lo scorso aprile concentrandosi sui focolai di malattie a trasmissione alimentare attribuibili ad alimenti di origine non animale, ovvero vegetale ANOA – prosegue a settembre informando in particolare sugli additivi alimentari.
CHE COSA SONO GLI ADDITIVI
Gli additivi alimentari sono sostanze che vengono aggiunte intenzionalmente agli alimenti con uno scopo tecnologico preciso, come migliorare la conservazione, il gusto, l’aspetto o la stabilità del prodotto. Prima di essere autorizzati all’uso, sono sottoposti a una rigorosa valutazione di sicurezza da parte dell’EFSA, e successivamente approvati dalla Commissione Europea. Solo dopo tali verifiche entrano a far parte di una “lista positiva”, che ne consente l’impiego. Ogni additivo alimentare utilizzato deve essere di grado alimentare con una propria “carta d’identità”, che ne definisce specifiche caratteristiche e requisiti di purezza previsti dai regolamenti europei.
Identificato da una sigla composta dalla lettera “E” seguita da un numero, deve essere sempre indicato in etichetta. Alcuni additivi sono sostanze naturali, come la vitamina C (E 300) e la pectina (E 440), presenti nella frutta, la lecitina contenuta nel tuorlo d’uovo (E 322) o il licopene nei pomodori (E 160d), mentre altri additivi possono derivare da fonti animali, come l’acido carminico (E 120), estratto dagli esemplari di sesso femminile della cocciniglia, o essere sintetizzati chimicamente (ad es. E 123/amaranto, E 160d(i)/licopene sintetico).
Gli additivi si distinguono per funzione: i coloranti (E 100 - E 199), i conservanti (E 200 - E 299) prolungano la durata degli alimenti, impedendo o rallentando il deterioramento; gli antiossidanti e i correttori di acidità (E 300 - E 399), che rispettivamente inibiscono possibili variazioni da parte dei prodotti alimentari, come ad esempio l’irrancidimento o le variazioni di colore, o agiscono invece stabilizzando il grado di acidità e basicità di un prodotto, sia ai fini del gusto sia della conservazione, aiutando a mantenere il corretto equilibrio acido-base. Esistono poi additivi, identificati da altre sigle, utilizzati per altre necessità tecnologiche, legate al processo produttivo.
L’uso degli additivi è regolamentato a livello europeo: le norme stabiliscono esattamente quali additivi possono essere utilizzati, in quali alimenti e in quali quantità. In Italia, il rispetto di queste norme viene verificato dal Ministero della Salute attraverso il Piano Nazionale Additivi Alimentari (2020-2024), che prevede controlli ufficiali su circa 1.840 campioni l’anno, con una percentuale media di non conformità pari all’1,16%. Questi dati confermano che l’uso degli additivi alimentari è sottoposto a controllo e ne assicura l’uso corretto nel rispetto delle norme per garantire la qualità e la conservazione dei prodotti alimentari. Gli additivi sono sempre inclusi negli elenchi degli ingredienti degli alimenti in cui sono utilizzati. “Tutti gli additivi alimentari sono sottoposti a valutazione per accertare che possano essere consumati in sicurezza”, dichiara Camilla Smeraldi, tossicologa presso l’EFSA. “I consumatori possono essere certi che queste sostanze soddisfano rigorose norme di sicurezza.”
In base a un’indagine Ipsos sull’impatto della campagna Safe2Eat 2024, per i consumatori il sapore è al primo posto (56%), seguito dal costo (50%) e dalla durata di conservazione (37%). Il 40% delle persone coinvolte nella campagna ora tiene attivamente conto della sicurezza alimentare durante i propri acquisti, rispetto al 35% del grande pubblico. Indipendentemente dai fattori che ne influenzano le scelte – sottolinea la campagna – i cittadini UE possono fidarsi del fatto che il cibo sulle proprie tavole soddisfi alcuni degli standard di sicurezza più elevati al mondo, che grazie a un rigoroso sistema di sicurezza alimentare consente di conoscere provenienza, produzione e contenuti degli alimenti. La campagna durerà fino a metà novembre 2025.
















