
Il farmaco dostarlimab è stato approvato come terapia di prima scelta, offrendo nuove speranze anche a chi in precedenza aveva come unica opzione la sola chemioterapia. Fino a poco tempo fa, l’immunoterapia per il tumore dell’utero (endometrio) era riservata solo a un piccolo gruppo di pazienti con una specifica caratteristica genetica; da oggi tutte le donne con un tumore in stadio avanzato, o che si sia ripresentato, potranno invece accedere alla cura innovativa insieme alla chemioterapia. La decisione riguarda l’80% delle donne che ogni anno affrontano questa neoplasia. I dati dello studio clinico Ruby ha rilevato come l’aggiunta dell’immunoterapia alla chemio aumenti la sopravvivenza media di +7 mesi; il rischio che la malattia peggiori o porti al decesso si riduca del -24% rispetto alla sola chemioterapia. I dati confermano inoltre come l’efficacia del trattamento migliori iniziando precocemente l’immunoterapia.
Dostarlimab è un anticorpo monoclonale. Il farmaco “risveglia” il sistema immunitario della paziente, aiutandolo a riconoscere le cellule tumorali e a contrastarle in modo più efficace. Mentre lo scorso anno era autorizzato solo per i tumori più “visibili” al sistema immunitario (cosiddetti dMMR), i nuovi studi hanno dimostrato che il farmaco funziona ed è prezioso anche per tutti gli altri tipi di tumore dell’endometrio (pMMR), che finora erano rimasti esclusi da questa innovazione. “Siamo di fronte a una pietra miliare”, dichiara la prof.ssa Domenica Lorusso, direttore del Reparto di Ginecologia Oncologica dell’Humanitas San Pio X, Milano. “Per 20 anni abbiamo avuto solo la chemioterapia; oggi entriamo in un mondo nuovo dove l’immunoterapia diventa lo standard per la stragrande maggioranza delle pazienti.”















