Tumore del seno e ricostruzione mammaria. Ottobre rosa all’Isola Tiberina

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Anche quest’anno il Fatebenefratelli – Isola Tiberina di Roma si “tinge di rosa” per fare luce sui principali aspetti di diagnosi e trattamento del tumore al seno nell’Ottobre Rosa, mese dedicato alla prevenzione della neoplasia mammaria. Ad accendere i fari nel suggestivo scenario dell’Isola è ancora la Breast Unit dell’Ospedale, il Centro Integrato di Senologia, diretto da Patrizia Frittelli, per rimarcare l’impegno del gruppo multidisciplinare al fianco delle donne nel percorso di prevenzione e cura della patologia mammaria.

L’appuntamento è il 20 ottobre, con il Bra Day – Giornata Internazionale per la Consapevolezza sulla Ricostruzione Mammaria. Le luci si accenderanno infatti al culmine dell’incontro organizzato all’Isola Tiberina dalla Società Italiana Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica Sicpre, con altri 33 Centri italiani aderenti all’iniziativa – in presenza o via web – per divulgare informazioni corrette e complete sui molteplici aspetti della ricostruzione del seno nelle pazienti in trattamento. Prenderanno parte all’incontro, a partire dalle ore 10:30, chirurghi e professionisti esperti pronti a rispondere alle domande delle donne in aula (numero limitato) o di chi si vorrà collegare alla conferenza in remoto.

Continua inoltre il mese per la prevenzione: fino al 29 novembre, le donne di età compresa tra i 45 e i 49 anni che non rientrano nella fascia dello screening regionale potranno effettuare mammografie gratuite. Per prenotazioni: 06 164 161 840.

LIBERA DI SCEGLIERE LA RICOSTRUZIONE MAMMARIA

Al Fatebenefratelli-Isola Tiberina, vengono effettuate ogni anno circa 120 ricostruzioni mammarie, eseguite immediatamente dopo la mastectomie, in sede dell’intervento stesso. “Ricevere una diagnosi di carcinoma mammario non è certamente una situazione facile, ma un’informazione precisa e dettagliata che arriva da una voce ‘esperta’ può aiutare la paziente a essere maggiormente consapevole delle proprie scelte”, spiega Carlo Magliocca, presidente Sicpre e chirurgo plastico onco-ricostruttivo del Centro Integrato di Senologia dell’Isola Tiberina. “Con la giornata del Bra Day promossa da Sicpre, vogliamo offrire alle donne la possibilità di dialogare direttamente con gli specialisti di Chirurgia Plastica Onco-ricostruttiva e chiarire i propri dubbi su come si può ricostruire una mammella, quali sono i materiali protesici più utilizzati, se esistono delle tecniche alternative come la ricostruzione autologa, quali sono gli interventi ancillari (ossia se si può correggere anche la mammella sana).”

RIPARTIRE DALLA PREVENZIONE: SCREENING E LOTTA ALLA SEDENTARIETÀ DOPO IL LOCKDOWN

“La prevenzione del tumore al seno inizia sin dall’adolescenza, con uno stile di vita corretto”, spiega Frittelli. “Sovrappeso e obesità, spesso legati proprio alla scarsa attività fisica, rappresentano un potente fattore di rischio per lo sviluppo del tumore della mammella e per le recidive. In Europa, negli Stati Uniti e in altri Paesi occidentali, circa il 40% dei nuovi tumori è potenzialmente evitabile. Se consideriamo che il 38% dei pazienti oncologici ha una vita sedentaria, è possibile prevedere quali saranno gli effetti futuri del lockdown imposto dalla pandemia. Si calcola che con l’adozione di uno stile di vita sano sia possibile evitare almeno 150mila nuove diagnosi di cancro ogni anno. La brusca frenata degli screening oncologici e delle sane abitudini abitudini e degli nell’ultimo anno ha certamente rappresentato uno degli ‘effetti Covid’ più pesanti in termini di salute pubblica. I danni legati all’emergenza da Covid – prosegue Frittelli – in cui, soprattutto durante i mesi di lockdown, non sono stati eseguiti esami di screening e spesso è stato adottato uno stile di vita poco sano porteranno a conseguenze negative sulla salute che sarà possibile analizzare solo a distanza di anni. Secondo dati ESMO, Società Europea di Oncologia Medica, a seguito delle diagnosi mancate di tumore del 2020, si prevede un incremento di nuovi casi del 21% entro il 2040.”

Secondo l’Osservatorio Nazionale Screening, sono oltre 4milioni gli inviti saltati e 2,5milioni gli esami non eseguiti, che si sono tradotti in almeno 5 mesi di ritardo per l’effettuazione di screening oncologici. In particolare, nel 2020 sono oltre 750mila le donne in Italia che non hanno eseguito la mammografia. L’impatto di questi numeri è tangibile: nel 2020 sono state diagnosticate circa 3.300 neoplasie mammarie in meno rispetto al 2019, con rischio quindi di una diagnosi in fase più avanzata e con una prognosi peggiore.

DIAGNOSI PRECOCE

Oltre allo stile di vita, importante alleato della prevenzione contro il tumore al seno rimane la diagnosi precoce, con modalità diverse in base all’età: fino ai 40 anni, è indicata la semplice autopalpazione (in assenza di fattori legati a forte familiarità e/o a mutazione genetica, o a pregressa radioterapia della parete toracica); in caso di comparsa di eventuali sintomi (noduli, alterazione cutanea, secrezioni) è raccomandata l’esecuzione di ecografia mammaria. Dopo i 40 anni, l’indicazione è di effettuare una mammografia annuale accompagnata da eventuale ecografia mammaria in base alla densità del seno. Per la fascia 50-75 anni, lo Screening Regionale prevede l’esecuzione di una mammografia ogni 2 anni e – ove necessario – ulteriori approfondimenti diagnostici di 2° livello. Dopo i 75 anni è sempre raccomandata la mammografia biennale.