Tumore del seno. Presentati al Congresso Europeo di Radioterapia Oncologica 2024 i dati di un ampio studio sull’irradiazione parziale della mammella

Presentati al Congresso Europeo di Radioterapia Oncologica 2024, recentemente svoltosi a Glasgow, i risultati di uno studio internazionale multicentrico randomizzato sull’irradiazione parziale della mammella. Lo studio – esposto dal dott. Bruno Meduri, della Radioterapia dell’AOU di Modena – ha interessato 35 Centri a livello Europeo, ed oltre 3.300 pazienti tra Italia, Olanda, Israele, Svizzera e Spagna, di cui circa 1.200 arruolate dalle Radioterapie di Modena e di Bologna – Ospedale Bellaria, affette da neoplasia mammaria in stadio iniziale sottoposte a intervento di chirurgia conservativa e successiva radioterapia. I dati dello studio che a oggi ha coinvolto a livello mondiale il più alto numero di pazienti per questo specifico ambito di cura hanno confermato che un’irradiazione parziale della mammella (solo il letto chirurgico) ha la stessa efficacia in termini di controllo di malattia rispetto all’irradiazione totale della mammella (che ad oggi rappresenta lo standard per queste pazienti), offrendo quindi una terapia in 1 settimana anziché in 3-5 settimane. L’obiettivo dello studio di ridurre il numero totale di sedute di radioterapia a sole 5 garantisce un percorso di cura più breve per le pazienti, con un miglioramento della qualità di vita, permettendo inoltre di ottimizzare le risorse in ambito sanitario, considerato che un numero maggiore di pazienti potrà essere trattato nello stesso arco di tempo.

“Abbiamo presentato i risultati relativi all’obiettivo primario dello studio che hanno confermato, nel setting di pazienti analizzate (pazienti con caratteristiche di malattia a basso rischio), che l’irradiazione parziale della mammella consente di ottenere lo stesso controllo locale del trattamento standard di irradiazione totale della mammella e stiamo finalizzando la pubblicazione su una rivista scientifica internazionale di prestigio”, dichiara Meduri. Il progetto, che era nato grazie alla collaborazione tra gli allora direttori della Radioterapia Oncologica dell’AUSL di Bologna, dott. Giovanni Frezza, e dell’AOU Policlinico di Modena, dott. Filippo Bertoni, nell’ambito di un progetto co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, ha avuto il supporto metodologico e statistico della cattedra di Statistica di Unimore, diretta dal prof. Roberto D’Amico.

“La riuscita di uno progetto così ambizioso va ricercata nella stretta collaborazione avuta con i Colleghi della nostra Regione, tra cui la Radioterapia dell’Ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia diretta dalla dott.ssa Cinzia Iotti, che ha dato un importante contributo allo svolgimento dello studio”, afferma la dott.ssa Patrizia Giacobazzi, direttore pro-tempore della Radioterapia Oncologica dell’AOU Policlinico di Modena. “L’impegno a garantire trattamenti radioterapici di alta qualità scientifica e precisione uniti alla massima attenzione nella umanizzazione delle cure – conclude la dott.ssa Elisa D’Angelo, direttore dell’AUSL di Bologna – Ospedale Bellaria – rappresenta l’obiettivo che ha unito le nostre Aziende nel progetto.”