Tumore al seno: con attività fisica, meno recidive e più qualità di vita

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L’esercizio fisico come una vera medicina, da prescrivere alle donne con cancro al seno in sinergia alle cure tradizionali, perché previene le ricadute e può ridurre la mortalità fino al 40%, contribuendo in generale alla salute di corpo e psiche. È il messaggio che emerge, sempre più forte, dalla ricerca scientifica degli ultimi anni e che il Gruppo MultiMedica è stato tra i primi a raccogliere e mettere in pratica, studiando specifici protocolli di allenamento dedicati alle pazienti della Breast Unit. Dopo i corsi di nordic walking, attivi già dal 2017 in collaborazione con l’Associazione CAOS e, dal 2019, le lezioni di ginnastica a corpo libero abbinate a sedute psicoterapiche in partnership con l’Associazione ProGYM, a novembre l’offerta si arricchirà con le sessioni di yoga; il tutto sempre nel pieno rispetto delle disposizioni anti-Covid. Non solo: alla luce dei risultati significativi finora ottenuti, partirà a breve un progetto di ricerca che valuterà quanto 3 mesi di attività fisica e psicoterapia migliorino la qualità di vita e il dolore legato alle terapie ormonali.

Nel sesso femminile, la neoplasia al seno è il tumore più comune e la quinta causa di morte per cancro. I trattamenti chirurgici, chemioterapici, radioterapici e adiuvanti sono sempre più precisi ma comportano ancora molti effetti collaterali. Diventa così fondamentale che una Unità di Senologia possa offrire alle pazienti trattamenti multidisciplinari integrati, in grado di alleviare limitazioni fisiche, spossatezza e alterazioni psicologiche spesso presenti durante le cure.

Sempre più evidenze scientifiche sostengono il ruolo dell’attività fisica non solo per prevenire diversi tipi di carcinoma, come quello al seno, ma anche per aumentare la sopravvivenza nelle donne già colpite dalla malattia, migliorare il tono dell’umore e il benessere generale, aiutando a ritrovare forza ed energia. Un’approfondita revisione della letteratura sull’argomento, condotta dal Sunnybrook Health Sciences Centre canadese, ha evidenziato che, tra i vari fattori relativi allo stile di vita (peso, alimentazione, sport, alcol e fumo), l’esercizio fisico è quello con il maggior impatto sulla prevenzione delle recidive del tumore alla mammella. In particolare, se praticato regolarmente, ridurrebbe la mortalità di circa il 40%, contrastando gli effetti indesiderati delle terapie. Ciononostante, in Italia sono ancora pochi gli oncologi che lo prescrivono, le pazienti che raggiungono i 150 minuti raccomandati a settimana e i centri di cura che offrono percorsi ad hoc.

“L’attività fisica è associata a una diminuzione del rischio di insorgenza di alcuni fra i più diffusi tumori femminili: quelli dell’endometrio e del seno, soprattutto nelle donne in menopausa”, spiega Bettina Ballardini, direttore del Dipartimento di Senologia Chirurgica del Gruppo MultiMedica. “I vantaggi di uno stile di vita protettivo non sono però solo a favore di chi non si è mai ammalato. È scientificamente dimostrato che l’esercizio fisico regolare è importante anche per chi ha già avuto una diagnosi di cancro e determina una riduzione del rischio di recidiva, soprattutto nei tumori ormono-sensibili: va quindi considerato una terapia complementare alle cure tradizionali e, al pari di una medicina, dovrebbe essere prescritto dal medico, spiegando alle donne che i benefici sono reali e molteplici. Più movimento, dunque, e con costanza: non c’è limite di età, è sempre consigliato, in particolare durante la terapia ormonale, per attenuarne effetti collaterali quali osteoporosi e dolori articolari. Una Breast Unit – conclude Ballardini – deve considerare l’aspetto clinico ma anche il benessere globale della donna operata di tumore al seno: mi auguro che sempre più pazienti possano avere l’opportunità di aggiungere salute e qualità di vita al loro percorso di guarigione.”