Tumore del polmone, un aiuto a comunicare la malattia ai propri figli

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Nonostante gli importanti progressi compiuti dalla scienza nel trattamento del tumore del polmone – che oltre a ridurre il tasso di mortalità assicurano ai pazienti una migliore qualità di vita lungo tutto il percorso di cura – questa malattia continua a essere una delle neoplasie più temute e che diventa difficile comunicare ai propri cari. Sentimenti che diventano ancora più forti e intensi nel caso dei genitori, il cui primo pensiero, al momento della diagnosi, va ai propri figli, al loro futuro e alla paura di non poterli vedere crescere. “I genitori sono pazienti particolari che se da un lato per proteggere i bambini dal dolore e da un inevitabile senso di insicurezza fanno appello a tutte le risorse ed energie possibili per mostrarsi forti e reattivi nell’affrontare la malattia, dall’altro vivono un profondo senso di impotenza e paura di fronte ad una condizione che sfugge al loro controllo e che sanno con certezza che avrà un impatto emotivo su tutta la famiglia”, afferma Silvia Novello, Presidente di WALCE Onlus, Professore Ordinario di Oncologia Medica all’Università degli Studi di Torino e responsabile della SSD di Oncologia Polmonare presso AOU San Luigi di Orbassano. “È da questa consapevolezza, e dalla convinzione più generale della fondamentale importanza di offrire a tutti i pazienti oncologici un supporto psicologico nel loro percorso di cura, che WALCE Onlus ha deciso di promuovere il progetto ComuniCARE, che si propone di offrire un sostegno e un aiuto concreto ai pazienti con patologia tumorale e ai loro familiari.”

Lo scopo degli incontri organizzati nell’ambito di ComuniCARE, gestiti e coordinati dalla dott.ssa Maria Vittoria Pacchiana, psiconcologa presso la SSD di Oncologia Polmonare dell’AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano, è stimolare una riflessione sull’importanza di informare i bambini della malattia di uno dei genitori e sostenere gli adulti nel loro ruolo genitoriale, favorendo lo scambio di pensieri utile per aiutarli a trovare alcune risposte alle tante domande che li tormentano: “Cosa è giusto dire ai bambini? Fino a che punto devono essere informati? Cosa rispondergli quando chiederanno se di tumore si muore? In che modo si possono rassicurare?”.

Sebbene sia un compito difficilissimo, è importante tenere presente che parlare con i propri figli della malattia può essere d’aiuto per entrambi. Per i bambini, essere informati di ciò che accade intorno a loro – che percepiscono anche se non sono in grado di comprenderlo pienamente – aiuta ad alleviare il senso di ansia e disagio che la situazione può comportare. Per gli adulti, già gravati dalle difficoltà della malattia, dare informazioni sulla malattia ai propri figli aiuta a consolidarne la loro fiducia, allevia loro l’angoscia e permette ai genitori stessi di aiutarli ad affrontare la malattia e ciò che implica da un punto di vista emozionale.

Con l’obiettivo di avviare i pazienti in questo difficile percorso, al termine degli incontri tutti i partecipanti riceveranno un libretto informativo in cui sono raccolti suggerimenti su come parlare della malattia ai bambini in funzione della loro età e del loro grado di maturità, su ciò che i bambini pensano e sentono, su come spiegare loro i trattamenti antitumorali, sul come aiutarli nel confrontarsi con i cambiamenti inevitabili che avvengono nella vita quotidiana di una famiglia e su quanto sia importante condividere le esperienze della vita di tutti i giorni, siano esse positive o negative.

“Siamo particolarmente orgogliosi di essere al fianco di WALCE Onlus in questo progetto che si propone di offrire un aiuto concreto ai pazienti colpiti da tumore e alle loro famiglie”, afferma Andrea Musilli, Government Affairs & Patient Advocacy Director di AstraZeneca Italia. “Siamo convinti infatti che il nostro impegno non possa esaurirsi con la sola ricerca e sviluppo di nuove armi terapeutiche ma che al contrario non possa prescindere da importanti partnership che come questa aiutino concretamente i pazienti anche nella gestione della patologia, considerandone anche i risvolti psicologici.”

L’Azienda Ospedaliera-Universitaria San Luigi Gonzaga di Orbassanola rappresenta la prima tappa del progetto ComuniCARE, promosso da WALCE Onlus con il contributo non condizionato di AstraZeneca.