Tumore avanzato alla mammella: per 6 donne su 10 cambia il modo di mangiare

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Sono 37mila le italiane che oggi convivono con una diagnosi di tumore al seno. Una malattia che investe ogni ambito della quotidianità delle pazienti: abitudini, rapporti personali, intimità di coppia, lavoro e persino l’alimentazione. Il 40% delle pazienti è costretta a lasciare il lavoro e quasi il 60% vive con disagio il rapporto con il proprio partner. È quanto emerge da un’indagine condotta da Elma Research per Novartis Italia che ha messo in luce il vissuto e i bisogni delle pazienti italiane in età fertile con tumore al seno avanzato. Tra gli aspetti della vita che vengono impattati c’è anche l’alimentazione: dopo la diagnosi cambia infatti il modo di mangiare, con 4 donne su 10 che affermano di aver perso il piacere del cibo e un terzo che dichiara che cucinare è diventato fonte di stress.

Per aiutare le donne a riappropriarsi di questi importanti momenti di vita, la campagna È Tempo di Vita, promossa da Novartis Italia in collaborazione con Salute Donna Onlus, ha deciso di mettere al centro delle attività 2020 la nutrizione grazie al ricettario È Tempo di Vita… in Cucina!, ideato dalla food blogger Chiara Maci e dalla biologa e nutrizionista dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano Anna Villarini, e a un’omonima web series, in onda sui canali social della campagna.

“Il cibo, come il tempo, è un dono prezioso, ma dobbiamo conoscerlo per trarne il massimo beneficio per il nostro organismo e il massimo piacere”, afferma Maci. “Gestire in modo consapevole la nutrizione, con attenzione al gusto, alle proprietà degli ingredienti e alla loro valenza simbolica e affettiva, è un modo per riprendere il controllo di sé stesse ed essere protagoniste di un percorso di cura che non può più prescindere dall’alimentazione.”

“Sempre più studi evidenziano che l’alimentazione ha un impatto importante sulla qualità di vita di chi ha un tumore, sulla progressione della malattia e sul ridurre gli effetti collaterali delle terapie”, aggiunge la dott.ssa Villarini. “Il messaggio è che una corretta alimentazione anche dopo la diagnosi può essere una alleata per combattere il tumore assieme ai trattamenti chirurgici e terapeutici che restano fondamentali.”

Un aiuto, quello portato dall’alimentazione, che si inserisce in un quadro promettente di ricerca scientifica e sviluppo clinico, come spiega Paolo Marchetti, direttore Oncologia Medica B, Policlinico Umberto I e Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea, professore ordinario di Oncologia presso La Sapienza, Università di Roma. “Oggi la vita delle donne dopo una diagnosi di tumore al seno avanzato è molto cambiata. Spesso le pazienti sono donne giovani, nel pieno del loro percorso di vita e, grazie e terapie sempre più mirate, abbiamo assistito negli ultimi anni a un significativo aumento del controllo della malattia e a un miglioramento della qualità di vita. Uno scenario che ci auguriamo possa migliorare ulteriormente, esiste infatti oggi una categoria di farmaci, chiamati inibitori delle cicline, che agiscono nel bloccare questa famiglia di proteine che si è scoperto avere un ruolo chiave nella crescita del tumore al seno metastatico ormono-sensibile, che colpisce proprio le giovani donne.”

“La malattia colpisce donne in età diverse e in ogni donna il tumore ha caratteristiche specifiche. Tracciare un profilo il più possibile personalizzato della malattia è il primo passo per impostare un approccio terapeutico mirato e un percorso multidisciplinare di cura, che tenga conto delle caratteristiche uniche di ciascuna donna”, aggiunge Filippo de Braud, professore ordinario di Oncologia Medica Università di Milano, direttore della Scuola di Specialità in Oncologia e del Dipartimento di Oncoematologia Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori. “Convivere con una diagnosi di tumore al seno avanzato significa intraprendere un percorso complesso dal punto di vista terapeutico, ma anche dal punto di vista psicologico ed emotivo, che investe tanti aspetti della vita.”

“Oggi le prospettive di sopravvivenza sono aumentate e questo ha portato all’emergere di nuovi bisogni di informazione e di supporto, che riguardano i diversi aspetti della quotidianità”, dichiara Saverio Cinieri, direttore del reparto di Oncologia Medica dell’ospedale Perrino di Brindisi e presidente eletto AIOM. “Diventa quindi fondamentale rispondere a questi bisogni con un approccio sempre più multidisciplinare e integrato. Progetti come la campagna ‘È Tempo di Vita’ si inseriscono in questa prospettiva e offrono alle donne utili strumenti nell’ottica di una migliore qualità di vita.”

Oltre al ricettario e alla web serie, l’edizione 2020 prevede anche 7 incontri live in diretta sul canale Instagram della campagna. In ogni incontro gli oncologi, all’interno di un dialogo con alcune tra le influencer più seguite, risponderanno ai dubbi di pazienti e caregiver, affrontando di volta in volta uno degli aspetti della vita quotidiana che vengono maggiormente toccati dalla diagnosi: lavoro e amore, ma anche famiglia, amicizia, tempo libero, bellezza e il volersi bene, inteso, per esempio, come la possibilità di ritrovare il piacere di cucinare e di mangiare.

“L’indagine di Elma Research ci mostra quali siano i bisogni delle giovani donne con tumore al seno avanzato e ci dice anche che in molti casi hanno difficoltà a trovare le risposte che cercano sulla gestione della vita quotidiana”, sottolinea Anna Maria Mancuso, presidente di Salute Donna Onlus. “L’obiettivo del progetto ‘È Tempo di Vita’, promosso insieme a Novartis, è stato fin dalla sua nascita, quattro anni fa, quello di dar voce a queste pazienti, cercando di rispondere ai loro dubbi. Anche l’alimentazione in oncologia è un tema su cui esiste molta confusione e disinformazione e per questo abbiamo coinvolto nel progetto professionisti in grado di dare risposte concrete.”