Trombosi e cancro, una relazione pericolosa

345

La trombosi può essere molto grave, a seconda di quale vaso e quale organo colpisce. I trombi che si formano nelle arterie fanno morire le cellule provocando infarto o ictus; i trombi che si formano nelle vene rallentano il ritorno del sangue al cuore causando dolore e gonfiore (flebite) e spesso liberando frammenti che attraverso il sangue arrivano al polmone causando embolia polmonare. La trombosi, dunque, non va mai sottovalutata perché può cominciare come una “flebite” in una gamba e arrivare al polmone; a volte si risolve da sola, ma anche in questo caso non va sottovalutata perché può essere un campanello d’allarme di qualcosa di più grave.

La coagulazione del sangue è un processo che si attiva per una buona ragione come fermare una emorragia, guarire una ferita o una infiammazione. Ma tutto ciò deve essere limitato nel tempo e nella estensione. I pazienti che hanno un tumore, avendo un sangue che coagula più del normale, sono più esposti al rischio di avere una trombosi. Trombosi e cancro sono molto temuti e oggi sappiamo anche che tra questi esiste una relazione pericolosa. La trombosi può essere addirittura il primo sintomo di un cancro misconosciuto: non a caso, quando si verifica una trombosi, in assenza di un fattore scatenante noto come fattore di rischio, si eseguono accertamenti mirati a escludere un cancro nascosto.

Il cancro provoca nel nostro organismo uno stato infiammatorio generalizzato, che attiva i fattori pro-coagulanti. In generale, la probabilità di trombosi aumenta in caso di:

• Immobilizzazione prolungata per una malattia, soprattutto se accompagnata da febbre;

• Intervento chirurgico recente;

• Trauma o una ingessatura;

• Malattia autoimmune;

• Nella donna in gravidanza, parto e terapia ormonale;

• Lungo viaggio aereo (maggiore di 4-6 ore) in posizione scomoda (sindrome da classe economica);

• A maggior ragione aumenta in pazienti con cancro, con chemioterapia in corso, portatori di un catetere venoso centrale.

ALT Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari Onlus aderisce alla VI edizione del World Thrombosis Day, giornata che in tutto il mondo si celebra il 13 ottobre e viene dedicata alla sensibilizzazione sulla trombosi come meccanismo di malattie note con il nome dell’organo, come infarto del miocardio, ictus cerebrale, embolia polmonare, trombosi delle arterie e delle vene. “Obiettivo della giornata è la sensibilizzazione dei media e della popolazione affinché tutti conoscano che cosa vuol dire ‘trombosi’, quali sono i fattori che la rendono più probabile, come evitarla e come riconoscerla in tempo”, spiega la dott.ssa Lidia Rota Vender, presidente dell’Associazione. “Per questo è nata ALT e per questo noi in ALT lavoriamo da 30 anni, per salvare almeno 1 persona su 3 fra quelle che sarebbero candidate ad essere colpite, diffondendo conoscenza sui meccanismi che provocano la trombosi, sui sintomi da non sottovalutare, sui metodi per evitarla.”