
Secondo le autorità localli, la tragedia di Capodanno di Crans-Montana sarebbe da ascrivere a “fenomeno pericolosissimo che vede il fuoco propagarsi all’improvviso e con violenza in ambienti chiusi provocando una o più esplosioni”. Si tratta del flashover, un incendio che da localizzato diviene improvvisamente generalizzato. Perché questo accada è necessario che il calore che si sprigiona da un singolo incendio consenta ai gas di combustione di diffondersi e di stazionare, assieme al calore che aumenta, nell’ambiente chiuso. Proprio questo effetto può provocare l’accensione simultanea di altri materiali infiammabili, con una violenta propagazione delle fiamme in tutte le direzioni. Nel caso particolare, si ipotizza che il fuoco possa essere stato innescato dalle candele sulle bottiglie usate per il brindisi.
Si è trattato di una situazione pericolosa e drammatica per le persone che si trovano in quell’ambiente, specialmente con le vie di fuga praticamente assenti, come pare fossero quelle del locale Le Constellation. Al locale, riportano alla stampa alcuni dei sopravvissuti, si accedeva e si usciva solo mediante una scala angusta.
E il bilancio è pesante: almeno 47 morti; 112 i feriti; tra questi anche alcuni connazionali, informa il ministro Tajani: “13 ragazzi in Ospedale; 5 con ustioni gravi (2 ricoverati in Svizzera e 3 al Niguarda, ndr) e altri 6 dispersi”.














