Timori e certezze su vaccinazioni e nuove varianti di SARS-CoV-2

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I timori si riferiscono al rischio che varianti del virus SARS-CoV-2 possano presentare differenze tali da rendere i vaccini – ovvero i farmaci su cui si stanno fondando le campagne vaccinali di tutto il mondo – in una qualche misura meno efficaci. Come riportato dalla Reuters, dai risultati preliminari di uno studio condotto sul vaccino Pfizer-BioNTech dall’azienda stessa e dall’Università del Texas, il farmaco sembra rimanere efficace contro la mutazione N501Y della proteina spike del virus. Lo studio ha utilizzato il sangue prelevato da alcuni soggetti che si erano già sottoposti alla vaccinazione per testarne gli anticorpi contro la mutazione. Gli studiosi definiscono certamente incoraggiante che il vaccino sembri mantenere la propria efficacia contro la mutazione, così come nel neutralizzare altre 15 varianti testate in precedenza. “Al momento abbiamo quindi testato 16 diverse mutazioni, e nessuna di queste ha avuto un impatto significativo (sull’efficacia del vaccino, ndr)”, spiega Phil Dormitzer, uno dei ricercatori Pfizer. “Questa è la buona notizia. Ma – avverte Dormitizer – non significa che la diciassettesima non lo avrà.” A destare particolare preoccupazione sarebbe la variante denominata mutazione E484K, la cosiddetta “variante sudafricana”, che presenterebbe ulteriori e più profonde alterazioni proprio nella proteina spike.