
Una parte dei tumori alla prostata è a trasmissione ereditaria, e questo dato è noto da anni. Certo, si tratta di tumori spesso più aggressivi, e per questo motivo chi ha familiarità dovrebbe iniziare i controlli molto prima, vale a dire verso i 45 anni. Ora, secondo una ricerca sperimentale pubblicata sul New England Journal of Medicine, e condotta su oltre 6mila partecipanti di età compresa tra 55 e 69 anni, il test salivare ha portato in totale alla diagnosi di 187 casi di cancro alla prostata, di cui 103 ad alto rischio. Il test, solo sperimentale e non ancora in commercio, sarebbe in grado di mettere in luce varianti genetiche legate al cancro alla prostata e consente di calcolare un Punteggio di Rischio Poligenico PRS sulla base di 130 varianti genetiche legate alla malattia. il test potrebbe quindi migliorare la diagnosi precoce ma, prima della sua implementazione della pratica clinica, verrà ulteriormente confrontato con l’esame del PSA nell’ambito dello studio Transform.















