Le tecniche mininvasive per il trattamento della calcolosi urinaria, Mantica: “L’obiettivo è rimuovere il calcolo e ridurre le possibilità di recidive”

La calcolosi urinaria è una delle patologie più frequenti dell’uomo e delle donne. Recenti dati confermano una prevalenza di calcolosi renale (o litiasi renale) compresa tra il 6,8 e il 10,1% della popolazione, con recidive che si verificano nel 30-50% dei casi entro 5-10 anni dal primo episodio, principalmente tra i soggetti di sesso maschile. Si stima inoltre una maggiore incidenza tra i 30 e i 60 anni. Il picco maggiore avviene durante la stagione estiva, quando le coliche renali sono più frequenti. A non cambiare, è il dolore della colica, che si presenta sempre lancinante, drammatico e, a detta di certe donne, con un dolori anche più forte di quelli del parto. Quasi sempre il dolore parte dalla regione lombare e si irradia anteriormente fino ai genitali. Tutto finisce quando il calcolo, a distanza della prima o seconda colica, viene espulso. Il problema sorge quando i calcoli non vengono espulsi e bisogna quindi intervenire per toglierli. Le diverse modalità di rimozione dei calcoli sono state al centro del congresso Arboring Innovation: the Genoa Endourology Forum, organizzato a Genova dal prof. Guglielmo Mantica, associato della Clinica Urologica, diretta dal prof. Carlo Terrone.

CALCOLI DELL’URETERE
ESPULSIONE SPONTANEA

L’uretere è quel “tubicino” attraverso il quale le urine prodotte dal rene arrivano in vescica attraverso dei movimenti di contrazione. Spesse volte però questi calcoli vengono espulsi spontaneamente.

RIMOZIONE DEL CALCOLO

Quando un calcolo si trova nell’uretere e ostacola il deflusso delle urine determina la colica renale, malessere, febbre e, nei casi più gravi, anche setticemia e insufficienza renale. Nel 35-40% dei casi, questi calcoli devono infatti essere rimossi. La rimozione dei calcoli ureterali avviene principalmente tramite tecniche mininvasive: “L’ureteroscopia URS, rigida o flessibile è la procedura d’elezione per raggiungere questo scopo”, spiega Mantica. “Con uno strumento si risale dall’uretra, vescica e uretere fino al calcolo, che viene frantumato con laser (ureterolitotrissia) e rimosso.” In alternativa, può essere utilizzata la litotrissia extracorporea ESWL, che impiega onde d’urto esterne per frantumare calcoli di piccole dimensioni.

Dopo la procedura, per qualche giorno, si tiene un tutore (stent ureterale) che assicura il deflusso delle urine dal rene alla vescica e poi si rimuove con una cistoscopia, dopo aver controllato che non siano rimasti dei frammenti del calcolo.

CALCOLI RENALI

Ben diverso è il trattamento dei calcoli renali, che spesso dipende dalle dimensioni e locazioni dei calcoli e dalle abitudini dell’operatore. Questi calcoli spesso rimangono nel rene, nei calici o nella pelvi e vengono scoperti causalmente nel corso di una semplice ecografia addominale. Per questo possono aumentare di dimensione nei siti di insorgenza come calici o pelvi renale fino a formare la calcolosi a stampo.

TRATTAMENTO
CALCOLI PICCOLI

Per i calcoli renali di piccole dimensioni viene utilizzata la litotrissia estracorporea ESWL, che utilizza onde d’urto esterne per frantumare calcoli di piccole dimensioni e che comunque non superino il cm.

Per calcoli superiori al cm e per anche due calcoli essere utilizzata la tecnica retrograde intrarenal surgery RIRS. Si tratta di una procedura endoscopica mininvasiva per rimuovere calcoli renali senza incisioni cutanee. Sfrutta un sottile ureterorenoscopio flessibile inserito via uretra-vescica per frantumare i calcoli con laser ad Olmio, offrendo rapido recupero, minor sanguinamento e assenza di dolore post-operatorio. Anche in questo caso viene lasciato un stent ureterale, per assicurare il deflusso delle urine dal rene alla vescica, che viene rimosso dopo circa 1 settimana.

CALCOLI GROSSI

Per i calcoli, più grossi e che possono interessare diversi calici e pelvi renale è necessario urilizzare la percutanea, cioè operare attraverso un foro che, dalla regione lombare, destra o sinistra, arrivi nel rene e lì, frantumare con il laser questi calcoli.

“La calcolosi complessa oggi può essere trattata con tecniche mininvasive sempre più efficaci”, conclude Mantica. “L’obiettivo non è solo rimuovere i calcoli, ma farlo nel modo più sicuro possibile per il paziente e ridurre il rischio di recidive. La chirurgia percutanea del rene rappresenta oggi la tecnica di riferimento per i calcoli più voluminosi o complessi. Attraverso un accesso mininvasivo diretto al rene, è possibile frammentare e rimuovere i calcoli in modo efficace, riducendo tempi di recupero e impatto per il paziente.”