Pressione alta, colesterolo alto e stress fattori di rischio per le patologie cardiovascolari

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L’iniziativa Le Strade del Cuore, di GVM Care & Research, ribadisce l’importanza di campagne di prevenzione per diffondere una maggiore conoscenza sui fattori di rischio delle patologie che colpiscono cuore e sistema vascolare. Durante gli ultimi 3 mesi del 2021, l’iniziativa dedicata alla salute cardiovascolare ha attraversato l’Italia a bordo di una Clinica Mobile, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sui rischi delle malattie cardiovascolari, sull’adozione di buone pratiche di prevenzione e sull’importanza di effettuare checkup periodici. Nelle 10 tappe in 8 Regioni Le Strade del Cuore ha incontrato circa 2.500 persone, uomini e donne sopra i 40 anni, raccogliendo importanti informazioni circa quanto ciascuno sapeva relativamente al proprio stato di salute. Queste informazioni sono state confrontate con i dati oggettivi misurati a bordo della Advanced Mobile Clinic attraverso una serie di test di prevenzione primaria.

Dopo aver compilato un questionario per l’autovalutazione della propria salute, in cui indicare la familiarità per eventuali patologie cardiovascolari, terapie in corso o problematiche quali pressione alta o colesterolo alto, le persone venivano accolte sulla Clinica Mobile per effettuare i controlli: rilevazione della pressione arteriosa, misurazione del peso e del girovita, valutazione del profilo lipidico, misurazione della glicemia e controllo del ritmo cardiaco. La valutazione di questi parametri, grazie al consulto con il medico GVM Care & Research presente a bordo, ha consentito di individuare il livello di rischio cardiovascolare del soggetto e indirizzarlo, laddove necessario, ad ulteriori approfondimenti.

“Nel mondo, le malattie cardiovascolari sono tuttora la causa principale di mortalità e disabilità nella popolazione. Pertanto, di estremo rilievo è la prevenzione di queste malattie. A questo proposito è da sottolineare come sia fondamentale che la popolazione ed il singolo soggetto siano, nell’ambito del proprio stato di salute, coscienti del loro rischio cardiovascolare. La pandemia da Covid-19 che ha colpito il mondo negli ultimi 2 anni, ha mostrato una maggior gravità nei soggetti con malattie cardiovascolari rendendo ancora più imperativa la necessità di interventi di carattere preventivo e, perciò, sono sempre più rilevanti iniziative che consentono di raggiungere il singolo cittadino, come Le Strade del Cuore”, dichiara la prof.ssa Elena Tremoli, direttore scientifico Maria Cecilia Hospital.

Dall’analisi dei dati raccolti, una delle principali evidenze riguarda la consapevolezza delle persone senza precedenti malattie cardiovascolari circa il proprio stato di salute in relazione alla presenza di fattori di rischio cardiovascolare: molti infatti hanno dichiarato di non soffrire di pressione alta o di colesterolo alto. Tuttavia, al momento delle misurazioni, i risultati sono stati discordanti. Infatti, circa 1/4 dei soggetti che affermava di non avere il colesterolo alto, presentava invece valori di LDL (il cosiddetto colesterolo “cattivo”) superiori alla soglia raccomandata (di 115 mg/dL); mentre 1/3 delle donne e la metà degli uomini che riferivano di valori pressori normali, presentava in realtà almeno una alterazione rispetto ai valori consigliati di pressione massima o minima (rispettivamente 130 e 80 mm Hg). È emersa inoltre una percentuale elevata di soggetti in prevenzione secondaria (ovvero già in cura per aver avuto in precedenza almeno un evento cardiovascolare) con valori di colesterolo LDL fuori target: il 25% degli uomini e più del 40% delle donne, evidenziando anche un’importante differenza tra i due sessi.

Anche nel caso della pressione sanguigna, i soggetti in prevenzione secondaria fuori target erano relativamente numerosi, con percentuali comprese tra il 45% e il 66%; in questo caso, però le differenze tra i sessi erano minori, con un lieve eccesso di uomini con pressione massima elevata. Questo può essere indicativo di diverse situazioni: il soggetto potrebbe non essere a conoscenza dei propri fattori di rischio e quindi non avere consapevolezza di situazioni alterate che lo riguardano; oppure, nel caso di un paziente attualmente in cura, il mancato raggiungimento del valore target può dipendere o da una scarsa aderenza del soggetto stesso alla terapia o da una terapia non ottimale.

“I dati raccolti raccontano uno spaccato della percezione degli italiani circa l’esposizione al rischio cardiovascolare”, spiega il prof. Giuseppe Speziale, coordinatore delle Cardiochirurgie di GVM Care & Research. “Vi è tutt’oggi una scarsa conoscenza di quali siano i fattori di rischio, come intervenire per tenerli sotto controllo e quando invece si rendono necessari approfondimenti diagnostici. Specialmente a seguito del periodo emergenziale, l’attenzione alle problematiche cardiovascolari si è allentata. È fondamentale invece continuare a parlare di prevenzione affinché diventi una buona abitudine.”

Un ulteriore aspetto emerso con evidenza dal questionario di autovalutazione fornito in occasione dei consulti è legato al fattore stress. È stato chiesto ai pazienti se si sentissero stressati e se sì con che frequenza. Più del 50% delle donne ha dichiarato di sentirsi stressata e circa il 30% si ritiene frequentemente stressata. La presenza di stress nel genere maschile era apparentemente minore: circa il 30% dichiarava di non essere stressato, mentre il 48,78% e il 21% si dichiaravano stressati o frequentemente stressati, rispettivamente. Lo stress è una condizione frequente oggigiorno e, gli specialisti suggeriscono che questo possa rappresentare un vero e proprio fattore di rischio di malattia cardiovascolare.