Spallanzani, isolato il virus del vaiolo delle scimmie nel liquido seminale

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I ricercatori dello Spallanzani di Roma hanno isolato nel liquido seminale il virus del vaiolo delle scimmie, confermando la trasmissibilità della malattia per via sessuale. Occorre ora cercare di capire quanti giorni o settimane il virus sia in grado di persistere nel liquido seminale, al fine di evitare rapporti non protetti dunque la trasmissione del virus. “Il virus è stato isolato nei laboratori dell’Istituto dal liquido seminale prelevato da un paziente 6 giorni dopo la comparsa della febbre e, in coltura cellulare, si è dimostrato capace di infettare e di replicarsi in laboratorio. Finora – spiegano i ricercatori – la presenza del materiale genetico del virus è stata rilevata nel liquido seminale di 6 dei 7 pazienti studiati allo Spallanzani, ma in questo caso il virus è stato anche isolato in coltura.”

“I ricercatori stanno conducendo ulteriori studi sulla durata e persistenza del virus nello sperma e in altri materiali biologici, per comprendere a fondo i meccanismi della trasmissione di questo virus da uomo a uomo. La scoperta potrebbe in particolare fare luce sul ruolo della trasmissione sessuale, ipotizzata nel contesto dell’attuale focolaio che ha coinvolto oltre 1.000 casi, segnalati da 28 Paesi del mondo in cui tale infezione non è endemica.”

“Questo risultato – aggiunge l’ospedale – fa seguito al lavoro dei ricercatori dell’Istituto su monkeypox che ha portato all’identificazione dei primi casi italiani oggetto la settimana scorsa di un articolo sulla rivista del Centro Europeo per il Controllo delle Malattie Eurosurveillance, e al primo sequenziamento di vaiolo delle scimmie in Italia che ha dimostrato l’appartenenza di questo virus al ceppo responsabile dell’attuale diffusione internazionale.”

“I nostri ricercatori – commenta Francesco Vaia, direttore dell’Inmi Spallanzani – hanno scoperto, primi al mondo, che il virus responsabile del vaiolo delle scimmie può essere presente nel liquido seminale. Li voglio ringraziare e voglio anche ringraziare il nuovo direttore della Virologia, Fabrizio Maggi.”