Sotorasib, nuovo farmaco sperimentale contro il tumore del polmone avanzato

202

Siamo ancora in una fase sperimentale e i risultati riguardano lo studio di Fase 2 CodeBreaK 100. Il farmaco è stato tastato in 126 pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato con mutazione KRAS G12C. In occasione del Presidential Symposium dell’International Association for the Study of Lung Cancer (IASLC) World Conference on Lung Cancer (WCLC) 2021, Sotorasib ha riportato un tasso di risposta obiettiva (ORR) e un tasso di controllo della malattia (DCR) confermati rispettivamente del 37,1% e 80,6% e una durata mediana della risposta di 10 mesi. I risultati hanno anche evidenziato che sotorasib è il primo inibitore di KRAS G12C a dimostrare in uno studio di Fase 2 una sopravvivenza libera da progressione (PFS) significativa (6,8 mesi) con un follow-up a lungo termine, coerentemente con i precedenti risultati di Fase 1 nei pazienti con NSCLC avanzato con mutazione KRAS G12C pretrattati. I pazienti sono stati trattati con sotorasib 960 mg in somministrazione orale giornaliera. L’81% dei pazienti, arruolati nello studio, erano in progressione di malattia dopo essere stati trattati con la chemioterapia a base di platino e con gli inibitori di PD-L1; i rimanenti pazienti erano in progressione dopo aver ricevuto una sola di queste terapie. Oltre l’80% dei pazienti ha ottenuto il controllo della malattia, con 3 risposte complete e 43 risposte parziali, mentre la migliore riduzione mediana del tumore tra tutti i pazienti che hanno risposto alla terapia (n=46) è stata del 60%. Il tempo mediano per ottenere una risposta obiettiva è stato di 1,4 mesi.

Sotorasib ha dimostrato un profilo rischio-beneficio favorevole, con la maggior parte degli eventi avversi correlati al trattamento di grado 1 o 2 (da lievi a moderati) e nessun caso di decesso correlato al trattamento. Eventi avversi di grado 3 sono stati riferiti in 25 pazienti (19,8%) e solo 1 paziente (0,8%) ha riferito eventi avversi di grado 4. Gli eventi avversi riferiti con maggiore frequenza (di qualsiasi grado) sono stati diarrea (31%), nausea (19%) e aumento dell’alanina aminotransferasi (15,1%) e dell’aspartato aminotransferasi (15,1%). Gli eventi avversi hanno portato all’interruzione del trattamento nel 7,1% dei pazienti. “I risultati dello Studio di Fase II su sotorasib sono incoraggianti, perché mostrano una risposta obiettiva nel 37,1% dei pazienti e un controllo di malattia in oltre l’80% dei pazienti”, spiega Silvia Novello, direttore Unità Oncologia Toracica, San Luigi di Orbassano (TO), professore ordinario di Oncologia Medica presso l’Università di Torino, Presidente Associazione WALCE – Women Against Lung Cancer. “Ad oggi non esistono opzioni terapeutiche approvate specificamente dirette contro la proteina KRAS mutata”, aggiunge Umberto Malapelle, supervisor del Laboratorio di Patologia Molecolare Predittiva del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. “Dopo tanti anni di insuccessi, i nuovi dati su sotorasib rappresentano una ‘luce in fondo al tunnel’. La diagnosi delle mutazioni di KRAS è una sfida per chi si occupa di patologia molecolare predittiva per il tumore al polmone in stadio avanzato, perché nonostante la scarsa quantità di tessuto a disposizione dobbiamo analizzare simultaneamente il crescente numero di biomarcatori ed è quindi necessario implementare tecnologie di biologia molecolare di nuova generazione. Auspichiamo che il test per la valutazione delle mutazioni in KRAS per i pazienti con tumore del polmone in stadio avanzato possa presto diffondersi capillarmente su tutto il territorio nazionale.”