Sotorasib efficace nel carcinoma polmonare non a piccole cellule e nella mutazione KRASG12C

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Il carcinoma polmonare è la principale causa di morte per tumore a livello mondiale e provoca da solo più decessi della somma di carcinoma del colon, mammario e della prostata. I tassi di sopravvivenza complessiva relativi al NSCLC stanno migliorando, anche se rimangono bassi per i pazienti con malattia avanzata, e la sopravvivenza a 5 anni è solo dell’8% per quelli con malattia metastatica. KRASG12C è la mutazione di KRAS più comunemente riscontrata nel NSCLC. Il 13% dei pazienti con NSCLC presenta la mutazione KRASG12C. Nei pazienti con NSCLC e mutazione KRASG12C in cui la terapia di prima linea non ha funzionato o ha smesso di funzionare, le urgenze terapeutiche rimangono elevate e le opzioni di trattamento limitate. Dopo il trattamento di seconda linea del NSCLC con mutazione KRASG12C, i risultati con le terapie attuali non raggiungono risultati soddisfacenti, con una sopravvivenza mediana libera da progressione di circa 4 mesi.

Amgen ha annunciato i risultati dettagliati dello studio globale di fase 3 CodeBreaK 200, primo trial clinico controllato randomizzato di un inibitore di KRASG12C. Lo studio ha dimostrato come Lumykras® (sotorasib), somministrato per via orale 1 volta al giorno, abbia determinato, rispetto alla chemioterapia endovenosa con docetaxel, una sopravvivenza libera da progressione (PFS; endpoint primario) significativamente superiore e un tasso di risposta obiettiva (ORR; un endpoint secondario chiave) significativamente più elevato in pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) e mutazione KRASG12C. I dati sono stati presentati in occasione del Congresso della Società Europea di Oncologia Medica ESMO, a Parigi.

“Tutte le evidenze raccolte in questo studio confermano il ruolo di sotorasib quale importante opzione terapeutica mirata per i pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule con mutazione KRASG12C e rafforza la necessità di un’analisi molecolare approfondita in tutti i pazienti con malattia in stadio avanzato”, afferma David M. Reese, vicepresidente esecutivo della Ricerca e Sviluppo di Amgen. “Sottoporremo questi dati alle autorità regolatorie dei Paesi in cui sotorasib ha ottenuto un’autorizzazione condizionata all’immissione in commercio per proseguire il dialogo con le autorità regolatorie.”

Ad oggi in Italia sono oltre 500 i pazienti trattati con sotorasib, nell’ambito del piano di studi clinici e del programma di uso compassionevole. In particolare, lo studio di Fase 3 CodeBreaK200 – che in tutto il mondo conta 345 pazienti – ha coinvolto in Italia 16 centri, arruolando 26 pazienti. “Lo studio di Fase 3 CodeBreak 200 conferma i dati riscontrati nel precedente studio di Fase 2, situazione che nella storia della ricerca non sempre accade”, commenta Silvia Novello, responsabile Oncologia Toracica, Dipartimento di Oncologia Azienda Ospedaliera Universitaria San Luigi, Università di Torino, presidente di Women Against Lung Cancer in Europe, WALCE Onlus. “Un trial importante che, in oltre 300 pazienti con NSCLC e mutazione di KRASG12C, ha raggiunto l’obiettivo primario di miglioramento della sopravvivenza libera da progressione (PFS), risultato statisticamente superiore con sotorasib rispetto a docetaxel, attuale standard di cura. Oggi, anche per le persone con NSCLC e mutazione di KRASG12C vi è la possibilità di accedere alla medicina di precisione con un trattamento targeted. È tuttavia fondamentale a tal proposito un adeguato screening dei pazienti per avere informazioni sul profilo molecolare del tumore. Dalla biopsia ai risultati dei test molecolari può passare del tempo – prosegue Novello – ma se da un lato questa attesa può essere psicologicamente impegnativa per i pazienti e i caregiver, si tratta di un investimento fondamentale per costruire il miglior piano di cura possibile. In 4 casi su 10 i pazienti possono accedere a terapie mirate che migliorano la qualità e il tempo di vita.”

NSCLC è un tumore che nel 60% dei casi presenta mutazioni geniche, tra cui la mutazione G12C dell’oncogene KRAS che è presente nel 13% dei casi, per questo risulta fondamentale ricorrere a test molecolari per individuare specifiche alterazioni genetiche.