Per il sindacato medici Anaao Assomed “saturi” i posti letto in Lombardia, Piemonte e Liguria. La smentita di Gratarola

238

L’allarme è di qualche ora addietro e riguarda i posti letto che sarebbero saturi in tre Regioni italiane: Lombardia, Piemonte e Liguria. La notizia arriva proprio dal sindacato medico dell’Anaao Assomed, che ha analizzato, regione per regione, i posti letto di medicina interna, pneumologia e malattie infettive al 2018, quelli attivati nel 2020 e il rapporto con il numero di abitanti. I valori sono successivamente stati confrontati con i ricoveri Covid, mettendo in risalto regioni “virtuose” e regioni da “bocciare”. Sempre secondo il report dei sindacati dei medici, alcune aree evidenziano infatti “una situazione drammatica” delle strutture sanitarie. Tra queste, Piemonte (satura al 191%); Lombardia (satura al 129%) e Liguria (satura al 118%). Il Lazio, se i dati sono corretti, è satura al 91%; la Campania all’87%. Vanno meglio Veneto, con un tasso di saturazione del 64,3%; Emilia-Romagna 65,9%; Puglia 70,8%; Toscana 65,5%; Sardegna 44%.

“Non c’è nessun rischio di collasso del sistema e tantomeno una saturazione di posti letto nei reparti di malattie infettive, pneumologia e medicina interna”, dichiara Angelo Gratarola, responsabile del Dipartimento Regionale di Emergenza Urgenza e componente della task force ligure per l’emergenza Covid-19. “Anzi, in tutti questi reparti abbiamo posti liberi, per pazienti sia Covid che non Covid. Quello a cui stiamo assistendo – prosegue – è un calo della pressione dei pazienti con il coronavirus, che tutti auspicavamo perché significa che la diffusione del virus allentasse la sua presa. Al contempo, stiamo registrando un progressivo aumento di altri pazienti, non Covid, che hanno patologie differenti. Per questo, stiamo iniziando a rimodulare i posti letto, trasformando una parte di quelli che avevamo dedicato all’emergenza in posti letto ordinari nei diversi reparti. Il piano messo in campo dal sistema sanitario ligure – conclude Gratarola – era modulare, in grado di adattarsi alle necessità dei pazienti e per questo, così come nei mesi scorsi abbiamo progressivamente aumentato le aree Covid, ora le stiamo riducendo per riconvertirle in aree non Covid, in modo da dare sempre una risposta adeguata e puntuale ai bisogni di salute dei cittadini.”