Gli infermieri “sempre più vicini ai neonati prematuri”

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In occasione della Giornata Mondiale della Prematurità, la Società Italiana di Neonatologia Infermieristica, SIN INF, ribadisce l’importanza di una rete di assistenza efficiente: “La Società Italiana di Neonatologia Infermieristica è a fianco di ogni neonato che nasce in Italia e della sua famiglia e promuove tutte le iniziative che garantiscono la vicinanza dei genitori al proprio piccolo”, afferma il presidente, Denis Pisano. “Il contatto pelle a pelle offerto dalla Kangaroo Care e dall’allattamento al seno devono essere considerati momenti unici e imprescindibili per il migliore sviluppo di tutti i neonati.”

“La Zero Separation, ovvero l’annullamento della distanza tra madre e neonato durante tutta la degenza del piccolo, è garanzia di un fisiologico rapporto di relazione e offre le migliori chance al processo di sviluppo neurocognitivo del piccolo, riducendo il rischio di esiti a distanza. In tal senso, l’apertura delle TIN (terapie intensive neonatali, ndr) 24 ore su 24 e il contatto pelle a pelle tra madre e neonato prematuro sono i primi importanti passi avviati ormai da diversi anni in tutte i centri italiani anche grazie alla spinta delle Società Scientifiche di Neonatologia e delle Associazioni dei Genitori. I risultati ottenuti sono fortemente incoraggianti, benché rimangano ancora margini di miglioramento in molte realtà neonatologiche italiane.”

“Ogni anno in Italia oltre 30mila neonati vengono al mondo prima della 37esima settimana di gestazione. Si tratta di un numero davvero importante per una patologia che contribuisce a più del 50% della mortalità neonatale ed al 40% di quella pediatrica. I più vulnerabili sono i neonati che nascono con un peso inferiore ai 1.500 grammi e che corrispondono a circa l’1% dei neonati prematuri. In altre parole, circa 4.400 bambini che dal loro primo secondo di vita cominciano un lungo percorso per la sopravvivenza. Sono neonati che presentano spesso una grave immaturità di tutti gli organi e di tutti gli apparati e che devono essere assistiti per molti mesi in reparti di terapia intensiva neonatale. Solo qui infatti sono possibili tecnologie avanzate e professionisti preparati a loro disposizione. Ogni neonato prematuro che va a casa rappresenta un grande successo per tutta l’équipe perché significa riaffidare il piccolo ai suoi genitori che per un lunghissimo periodo hanno vissuto sentimenti di forte stress, paure e speranza.”

“In Italia, l’efficienza della rete di assistenza alla nascita, costituita da 420 punti nascita e 118 terapie intensive neonatali, fa sì che il tasso di mortalità neonatale sia tra i più bassi al mondo: il 13,8% contro il 15% della media del pianeta. In aggiunta, la centralizzazione delle nascite e la presenza di 53 centri di trasporto neonatale d’emergenza assicurano assistenza in sicurezza e tempestività anche in situazioni di estrema gravità sulla quasi totalità del territorio nazionale.”

“Le misure di contenimento del rischio infettivo lungo tutto il periodo di pandemia hanno condizionato pesantemente la fruibilità degli ambienti ospedalieri e delle terapie intensive neonatali innescando, soprattutto in una prima parte del fenomeno, il rischio di separazione dei genitori dal proprio figlio. Ecco perché, quest’anno, la Giornata Mondiale della Prematurità rappresenta una preziosa occasione di riflessione utile a riaffermare, ancora una volta, che i genitori non sono semplici visitatori ma parte integrante delle strategie di cura.”

“Il 17 novembre ci sarà tanto colore viola, in ogni parte del mondo, ad illuminare monumenti, edifici istituzionali e città italiane nell’intento di far luce sul tema della prematurità neonatale. Una giornata fatta anche di eventi e dibattiti utili a sensibilizzare politica e società civile su un problema che ha un forte impatto sulla vita di molti cittadini.”

Denis Pisano, presidente SIN INF