Settimana Mondiale del Glaucoma 2026, malattia che danneggia il nervo ottico e causa cecità. Il ruolo delle nuove molecole e della Chirurgia

Il glaucoma è una malattia cronico-degenerativa degli occhi che danneggia il nervo ottico ed è la principale causa di cecità irreversibile nel mondo. In Italia colpisce circa 1milione di persone, ma almeno la metà non sa di averlo. Secondo l’Oms, nel mondo ne sono affette circa 76milioni di persone. Il glaucoma dà sintomi solo in fase avanzata, quando i danni non sono più recuperabili e la progressione della malattia è così lenta che il paziente non si accorge di nulla. È una patologia che può essere curata ma è fondamentale riconoscerla in tempo, quando i sintomi non si sono ancora manifestati, e che la terapia venga seguita in maniera scrupolosa per tutta la vita.

La Settimana Mondiale del Glaucoma, che si celebra dall’08 al 14 marzo 2026, è un momento importantissimo per ricordare a tutti che anche malattie in grado di “rubare” la vista e rendere ciechi possono essere prevenute grazie a una diagnosi precoce, con semplici e periodici controlli oculistici.

FATTORI DI RISCHIO

Il principale fattore di rischio del glaucoma è la pressione oculare elevata e questo è l’unico elemento trattabile direttamente. Ad essere però compromessa è anche la funzione dei mitocondri delle cellule nervose a causa dell’infiammazione e dello stress ossidativo. E proprio per questo il glaucoma è considerata una malattia neuro-degenerativa che compromette le cellule ganglionari retiniche.

LA RICERCA

È in questo contesto che si inserisce il lavoro scientifico che sarà presentato nell’ambito del Congresso dell’Associazione Italiana per lo Studio del Glaucoma AISG, previsto a Roma dal 12 al 14 marzo 2026. Lo studio, che sarà presentato da Luca Agnifili, professore associato e responsabile del Centro Regionale dei Glaucomi presso l’Università G. d’Annunzio Chieti-Pescara, rappresenta un’evoluzione significativa di una linea di ricerca dedicata al supporto bioenergetico mitocondriale come possibile strategia neuroprotettiva. “Negli ultimi anni importanti studi preclinici pubblicati su riviste scientifiche come Science e PNAS hanno dimostrato che la supplementazione orale con molecole ad azione mitocondrio-stimolante può aumentare la resistenza delle cellule che formano il nervo ottico agli stress indotti dal glaucoma, quali la pressione intraoculare elevata”, dichiara Agnifili. “Studi più recenti su colture di cellule neuronali, i cui risultati sono in via di pubblicazione, indicano che l’associazione di nicotinamide, piruvato e coenzima Q10, tris di molecole ad azione elettiva sui mitocondri, offre una protezione ancora maggiore rispetto ai singoli componenti: riduce i processi di morte cellulare e neuro-infiammazione e, allo stesso tempo, stimola l’attività energetica delle cellule.”

IL RUOLO DELLA CHIRURGIA

“Il ‘danno glaucomatoso’ non può essere curato con interventi chirurgici o altri trattamenti”, afferma Matteo Badino, oculista del Policlinico San Martino di Genova. “Tuttavia, la malattia può essere controllata per evitare la progressione e prevenire ulteriori danni al nervo ottico. L’intervento per il glaucoma mira a ridurre la pressione intraoculare (PIO) per prevenire danni al nervo ottico e fermare la progressione della malattia; le opzioni includono laser (SLT, iridotomia) per casi lievi/moderati e chirurgia tradizionale come la trabeculectomia, valvole, oppure o minimamente invasiva quando i farmaci non bastano. In questi casi – conclude – ci si affida alla chirurgia MIGS (minimally invasive glaucoma surgery), che rappresenta un approccio moderno e meno traumatico per il trattamento del glaucoma, utilizzando micro-dispositivi o tecniche ab interno per abbassare la pressione oculare.”