Segni e sintomi della miocardite fulminante: l’importanza della biopsia cardiaca

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La miocardite è un’infiammazione del cuore che spesso interessa soggetti giovani. In casi lievi, e quindi in assenza di sintomi clinici, si possono avere dei sintomi generali di un’infezione virale con cefalee, dolori muscolari ed articolari, febbre, odinofagia, diarrea, ma assenza di sintomi cardiaci. Al contrario, in casi più severi vengono spesso accusati dolori toracici, aritmia, difficoltà respiratorie con dispnea, edemi; in pratica, tutti i segni di un’insufficienza cardiaca. Ebbene, in questi casi, quando ancora la sintomatologia clinica si presenta aspecifica ma drammatica, la biopsia cardiaca può essere fondamentale per riuscire a individuare tempestivamente la miocardite fulminante. È quello che riferisce uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology, una delle più prestigiose riviste americane di Cardiologia.

“Abbiamo analizzato un elevato numero di casi per capire il rischio di morte o la necessità di trapianto cardiaco che comporta questa infiammazione acuta del cuore. Chi ne soffre presenta in genere un’instabilità emodinamica e una compromissione delle condizioni generali (pressione bassa e malessere)”, spiega Enrico Ammirati, della Cardiologia 2, unità operativa dell’Ospedale Niguarda diretta da Maria Frigerio. Su 165 pazienti colpiti da questo tipo dalla miocardite fulminante con evidenza di infiltrato infiammatorio alla biopsia, quasi il 30% è morto entro 60 giorni dall’ospedalizzazione oppure ha dovuto subire un trapianto. “Questa patologia – conclude l’autore dello studio – colpisce soprattutto persone giovani; l’età media è 40 anni, con una prevalenza tra le donne del 40%.”