Sars-CoV-2. Primo decesso in Italia e 16 contagiati; 50mila “in isolamento”. Manca il “paziente zero”

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Uno dei due pazienti veneti di Vo’ Euganeo risultati positivi al coronavirus è morto all’ospedale di Padova; si tratta del primo decesso in Italia: “I due non sono mai stati in Cina e non hanno avuto contatti con persone rientrate dal paese asiatico”, dichiara il governatore Luca Zaia. I casi accertati in Lombardia sono 15; 250 le persone in isolamento. “Stiamo preparando un’ordinanza che vieta ogni attività di aggregazione in 10 comuni del Lodigiano”, dichiara in conferenza stampa Giulio Gallera, assessore al Welfare di Regione Lombardia in riferimento alle disposizioni restrittive che interessano un’area in cui abitano circa 50mila persone. Casalpusterlengo, Codogno, Castiglione d’Adda, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e Sanfiorano sono in isolamento. Preoccupa inoltre che il “paziente zero”, quello cioè da cui è partita l’infezione, non sia stato ancora individuato. Il soggetto che in un primo momento sembrava poter essere l’origine della diffusione del contagio sta infatti bene ed è risultato negativo ai test di controllo.

È questo il preoccupante bilancio dell’infezione da coronavirus Sars-CoV-2 nel nostro Paese. L’uomo deceduto si chiamava Adriano Trevisan: “Non c’è stato neppure il tempo per poterlo trasferire”, dichiara Zaia all’Ansa. Nel frattempo, si cercano di ricostruire le centinaia se non migliaia di contatti che le persone infette potrebbero avere avuto con altri soggetti, circostanza che ha determinato l’applicazione delle misure restrittive per i Comuni interessati: “Il piano adottato prevede scelte forti” dichiara il Ministro della Salute Roberto Speranza. “Una permanenza domiciliare ‘obbligatoria’ e la sospensione di ogni tipo di manifestazione pubblica, attività commerciali, lavorative, sportive e scolastiche. “Dobbiamo trattenere il virus dentro quell’area.”

Restano inoltre l’obbligo di quarantena “fiduciaria” per chi proviene dalla Cina e “sorveglianza attiva” per chi è transitato nelle aree a rischio, con l’obbligo di segnalazione alle autorità sanitarie all’ingresso in Italia.