Rimini. “Il CXXVII Congresso Nazionale dei Medici Internisti SIMI 2026 affronta la complessità clinico-assistenziale”

La Medicina Interna si confronta con una delle sfide più importanti della Sanità contemporanea: la crescente complessità dei pazienti, sempre più spesso anziani, fragili e affetti da più patologie. Questo il focus del CXXVII Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Interna SIMI 2026, che dal 02 al 04 ottobre 2026 riunisce a Rimini gli esponenti di una comunità scientifica che conta oltre 5mila soci. La 3-giorni di lavori prevede 56 sessioni scientifiche, la presentazione di oltre 700 abstract, letture magistrali, tavole rotonde e workshop che affronteranno temi quali le principali patologie di interesse internistico, la multimorbilità, la fragilità, la cronicità e la necessità di una presa in carico integrata.

Un paziente che cambia richiede una Medicina Interna capace di integrare competenze, tecnologie e approcci differenti per accompagnarlo lungo tutto il percorso di cura, dalla gestione della fase acuta fino al follow-up e alla presa in carico sul territorio: “La complessità è oggi una delle caratteristiche distintive del paziente internistico e rappresenta, al tempo stesso, una delle principali sfide per il nostro sistema sanitario”, dichiara il prof. Nicola Montano, presidente SIMI. “La Medicina Interna è chiamata a mettere insieme competenze diverse, interpretare la pluralità dei bisogni clinici e costruire percorsi di cura realmente personalizzati. Il Congresso Nazionale rappresenta un momento fondamentale per condividere le evidenze più aggiornate, discutere le innovazioni e confrontarsi anche sulle trasformazioni organizzative che interessano la Sanità nazionale.”

I TAVOLI ISTITUZIONALI. INTENSITÀ DI CURA E MODELLO DAMA

Il Congresso prevede anche Tavole Rotonde e momenti di discussione sulle politiche sanitarie: venerdì 02 ottobre 2026 tavolo istituzionale L’Intensità di Cura in Medicina Interna: dall’Ambulatorio alla Semintensiva, al quale sono intervenuti, tra gli altri, Walter Bergamaschi, direttore generale della Direzione Generale della Programmazione e dell’Edilizia Sanitaria del Ministero della Salute, e Giorgia Duranti, responsabile tecnico Indicatori PNE di AGENAS. Un tema che richiama direttamente la necessità di ripensare i percorsi assistenziali e il ruolo dei diversi setting nella presa in carico di pazienti sempre più complessi. Nella stessa prospettiva si inserisce l’appuntamento di oggi, sabato 03 ottobre 2026, dedicato al modello DAMA (disabled advanced medical assistance), che ribaltando il paradigma tradizionale vede l’Ospedale e la sua organizzazione adattarsi al paziente fragile. Il tavolo istituzionale prevede un confronto sulla sua evoluzione, sulle esperienze regionali e sulle barriere che possono ostacolare il diritto alla salute delle persone con disabilità.