Ricerca sperimentale: “Farmaci per l’obesità non solo per dimagrire, ma anche per stimolare la fertilità”

L’obesità è associata a numerose complicanze, tra cui l’infertilità maschile. Nel corso del XL Convegno di Endocrinologia, Andrologia e Medicina della Riproduzione, recentemente svoltosi a Padova, il prof. Carlo Foresta, presidente della Fondazione Foresta ETS, ha annunciato la recente scoperta di come una classe di farmaci utilizzati per il trattamento dell’obesità e del diabete – i cosiddetti agonisti del recettore del GLP-1, efficaci nel favorire un calo di peso del 15-20% in soggetti obesi – siano in grado di agire direttamente sull’induzione della motilità spermatica attivando anche i meccanismi che rendono lo spermatozoo idoneo alla capacità fertilizzante. In particolare, la molecola anti-obesità tirzepatide aiuta a perdere peso e agisce direttamente sui meccanismi molecolari che preparano gli spermatozoi a fecondare l’ovocita. Occorre tuttavia precisare che si tratta di un’ipotesi sperimentale che al momento non ha avuto un riscontro clinico e non è ancora stata pubblicata: “I risultati – precisa infatti il prof. Andrea Di Nisio – suggeriscono un possibile trattamento dell’infertilità maschile con tirzepatide anche in condizioni cliniche che non sono correlate all’obesità o al diabete. Ma ovviamente ulteriori studi clinici sono necessari per approfondire i risultati sperimentali ottenuti”.