Research Challenge Awards: scelti 4 studi italiani contro la sclerosi multipla

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L’International Progressive MS Alliance (PMSA) – collaborazione a livello mondiale focalizzata sulla ricerca per le forme progressive di sclerosi multipla di cui AISM, con la sua Fondazione Italiana Sclerosi Multipla, è tra i fondatori e principali finanziatori – ha assegnato i Research Challenge Awards per un investimento complessivo di 1.425.000 euro. Su 19 studi innovativi finanziati, 4 sono di ricercatori italiani già finanziati da FISM Fondazione Italiana Sclerosi Multipla. I 19 gruppi di ricercatori dei 13 Paesi che hanno partecipato alla call globale riceveranno ciascuno un finanziamento fino a 75mila euro per 1 anno. L’annuncio arriva in occasione della Settimana di informazione sulla sclerosi multipla, durante la sessione online dedicata alla ricerca sulla SM visibile sui canali del sito e sui social dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, promotrice dell’evento.

I 19 Research Challenge Awards sono stati selezionati tra i progetti più meritevoli allo scopo migliorare la comprensione dei meccanismi che guidano la progressione della malattia, un’area in cui oggi la mancanza di conoscenze adeguate ostacola lo sviluppo di trattamenti. L’obiettivo è identificare nuovi bersagli terapeutici che portino a trattamenti in grado di rallentare o fermare la progressione della disabilità nella sclerosi multipla. I progetti finanziati si concentreranno in diverse aree, compresa l’identificazione di nuovi meccanismi sottostanti alla perdita assonale nella SM progressiva e ai percorsi molecolari che promuovono la neuroprotezione e la riparazione della mielina. I finanziamenti inizieranno entro la fine dell’anno; i primi risultati sono attesi nel 2022.

Tra i 19 ricercatori spiccano gli italiani Massimiliano Calabrese, dell’Università di Verona, con uno studio per rilevare le basi immunologiche della neurodegenerazione e l’attivazione della microglia nei pazienti con SM in fase iniziale; Francesco Bifari, dell’Università di Milano, per lo studio sul metabolismo cellulare verso una potenziale nuova terapia per la sclerosi multipla progressiva. Altri 2 ricercatori sono Martina Absinta, della John Hopkins University (USA), per il suo studio sui geni di rischio associati all’infiammazione che porta alla progressione della SM, e il premio Miglior Poster FISM del 2017, Alessandro Didonna, della University of California, San Francisco (USA), per lo studio su nuovi biomarcatori di neurodegenerazione.

“Sono onorato che il comitato scientifico della Progressive MS Alliance abbia voluto includermi in questo gruppo di ricercatori che io ritengo, ognuno a suo modo, davvero straordinari. Io e tutto il mio gruppo daremo come sempre il massimo per poter mettere un altro importante tassello nella lotta a questa terribile malattia”, afferma Calabrese del Dipartimento di Neuroscienze Biomedicina e Movimento AO Universitaria di Verona. “Dal 2014, quando vincemmo il primo bando della Progressive MS Alliance, stiamo lavorando per identificare e trattare precocemente i pazienti a rischio di una rapida progressione della malattia. Finora abbiamo identificato alcune molecole ‘maligne’ che, ad alte concentrazioni, caratterizzano i pazienti ad alto rischio di una evoluzione sfavorevole della malattia. Ora è il momento di comprendere quali siano i meccanismi immunologici che sottendono alla precoce progressione della disabilità. Questo ci permetterà non solo di individuare precocemente i pazienti più gravi ma anche di mettere a punto, per ognuno di loro, l’approccio terapeutico migliore realizzando quindi una vera ‘medicina personalizzata’.”

“Ringrazio l’International Progressive MS Alliance per avermi dato la possibilità unica di studiare i meccanismi patogenetici della SM progressiva da un punto di vista completamente nuovo”, dichiara Francesco Bifari, del Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale dell’Università di Milano. “Con questo progetto utilizziamo metodologie all’avanguardia nel campo della metabolomica, dello studio del metabolismo energetico e cellulare per caratterizzare e individuare nuovi target farmacologici per il trattamento della SM progressiva. In particolare, è già ampiamente dimostrato che modulare il metabolismo cellulare è un nuovo modo capace di guarire il fenotipo di malattia sia delle cellule neurali che di quelle immunitarie. Con questo progetto vogliamo capire in che modo si possano affrontare le specifiche alterazioni del metabolismo cellulare che avvengono nella SM progressiva. Sono molto contento di iniziare questo affascinante progetto insieme a scienziati di elevatissime competenze, come il dott. Roberto Furlan, dell’Istituto San Raffaele di Milano, rinomato esperto di SM, e il dott. Giuseppe Martano, del CNR, di Milano, esperto di metabolomica.”