In Italia 138.099 i decessi dall’inizio della pandemia: il 23,8% era ricoverato in terapia intensiva; il 58,5% in ospedale; il 17,7% non era ricoverato

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Pubblicato il report dei decessi, basato sui dati ISS della Sorveglianza Integrata e su un campione di cartelle cliniche di pazienti deceduti con positività al SARS-CoV-2. Di seguito, i risultati principali.

DATI DALLA SORVEGLIANZA INTEGRATA COVID-19

La sezione descrive le caratteristiche di 138.099 pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 in Italia dall’inizio della sorveglianza al 10 gennaio 2022 riportati dalla Sorveglianza Integrata COVID-19 coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). L’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 è 80 anni. Le donne decedute sono 60.201 (43,6%). L’età mediana dei pazienti deceduti positivi a SARS-CoV-2 è più alta di circa 40 anni rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l’infezione.

Dei deceduti positivi a SARS-CoV-2 in Italia, il 23,8% risulta essere stato ricoverato in un reparto di terapia intensiva; il 58,5% è stato ricoverato in ospedale, ma non in terapia intensiva; il 17,7% non era ricoverato in ospedale. La proporzione di deceduti di età > 80 anni ricoverata in terapia intensiva è molto inferiore rispetto a quella della popolazione di età < 80 anni. Nella popolazione di deceduti con età < 80 anni, il 44,0% è stato ricoverato in un reparto di terapia intensiva; il 42,3% è stato ricoverato in ospedale, ma non in terapia intensiva; il 13,7% non risulta essere stato ricoverato né in terapia intensiva né in altro reparto ospedaliero. Di contro, nella popolazione di età ≥ 80 anni, l’8,2% è stato ricoverato in un reparto di terapia intensiva; il 71,1% è stato ricoverato in ospedale, ma non in terapia intensiva; il 20,7% non risulta essere stato ricoverato né in terapia intensiva né in altro reparto.

DATI DA UN CAMPIONE DI CARTELLE CLINICHE

I dati sono stati ottenuti da 8.436 deceduti per i quali è stato possibile analizzare le cartelle cliniche. Le cartelle cliniche sono inviate all’ISS dagli ospedali secondo tempistiche diverse, compatibilmente con le priorità delle attività svolte negli ospedali stessi. Il numero medio di patologie croniche preesistenti (diagnosticate cioè prima di contrarre l’infezione; si ricorda che queste costituiscono un fattore di rischio riconosciuto) in un campione di pazienti deceduti osservate in questa popolazione è di 3,7. Complessivamente, 246 pazienti (2,9% del campione) non presentavano patologie; 955 (11,3%) presentavano 1 patologia; 1.512 (17,9%) presentavano 2 patologie; 5.723 (67,8%) presentavano 3 o più patologie preesistenti.

Nei pazienti deceduti trasferiti in terapia intensiva il numero medio di patologie osservate è di 3,0. Nelle persone che non sono state ricoverate in terapia intensiva il numero medio di patologie osservate è di 3,9. Rispetto ai deceduti ‘non vaccinati’, sia quelli con ‘ciclo incompleto di vaccinazione’ che i decessi con ‘ciclo completo di vaccinazione’ (non sono presi in considerazione pazienti con dose booster) avevano un’età media notevolmente superiore (rispettivamente 82,6 e 84,7 vs 78,6). Anche il numero medio di patologie osservate è significativamente più alto nei gruppi di vaccinati con ‘ciclo incompleto di vaccinazione’ e ‘ciclo completo di vaccinazione’ rispetto ai ‘non vaccinati’ (rispettivamente 5,0 e 4,9 vs 3,9 patologie preesistenti).