
DOMANDA
“Ho 61 anni e una lunga storia di tumori superficiali alla vescica curati e speriamo guariti, in quanto da 14 anni non ho avuto recidive. E veniamo al PSA. I valori dei controlli annuali, da quando aveno 52 anni, sono stati sempre variati da 3,25 a 4,30. Il valore dell’ultimo esame di ottobre è di 4.15, poco al di fuori della norma con un rapporto libero/totale superiore al 20% e quindi buono. All’ultima visita, dopo l’esplorazione rettale, l’Urologo ha però scritto ‘... prostata ingrossata, nessuna nodularità sospetta, margini liberi’. Sul referto, però, nelle voci si consiglia di eseguire risonanza multiparametrica della prostata. Ho chiesto all’Urologo se dovevo fare l’esame e mi ha risposto che ‘è meglio controllare’. Le chiedo se devo fare la risonanza multiparametrica oppure no.”
RISPOSTA
La risonanza multiparametrica della prostata è indicata quando il PSA è al di fuori del range di normalità e quando ci sia un sospetto all’esplorazione rettale. Nel Suo caso, il PSA, di pochicssimo al di sopra di 4 ng/ml, è comunque oscillante da qualche tempo fra 3,25 e 4,30. Inoltre, come si legge nella consulenza urologica che ci ha inviato, all’esplorazione rettale “non si apprezza alcuna noduarità”, e quindi è negativa per tumore. In considerazione di tutto questo, la risonanza multiparametrica non è necessaria. D’altra parte bisogna tenere presente che il PSA è un marcatore altamente specifico ma scarsamente sensibile, nel senso che il PSA è secreto esclusivamente dalla prostata (altamente specifico) ma viene secreto in eccesso quando la prostata è ingrossata, quando la prostata è infiammata o quando c’è il tumore (scarsamente sensibile). Le consiglio invece di eseguire dosaggio del PSA 1 volta ogni 6 mesi, e non 1 volta all’anno.
















