
Il progetto post dimissioni del paziente oncologico è finalizzato al miglioramento dei percorsi di cura e presa in carico dei pazienti. L’iniziativa, già avviata in fase sperimentale nell’ASST Valcamonica dallo scorso giugno, sarà estesa nel bimestre settembre-ottobre in altre 16 Aziende ospedaliere, e entro i primi mesi del 2023, sarà attiva su tutto il territorio regionale. Sono oltre 75mila pazienti i pazienti operati ogni anno in Lombardia per un tumore. “L’obiettivo è ambizioso”, dichiara la vicepresidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti. “L’attuazione della ‘presa in carico totale’ del paziente è un altro tassello per una Sanità sempre più vicina ai cittadini. Occorre garantire che tutte le prestazioni di controllo post-intervento, previste nel percorso clinico di follow-up, siano proposte automaticamente dall’ospedale, che provvederà a ‘bloccare’ le relative date senza scaricare sul paziente o sulla sua famiglia estenuanti ricerche per trovare la prestazione nei tempi indicati.”
A titolo di esempio, un paziente che ha subito un intervento chirurgico per l’asportazione di un meningioma – tumore cerebrale tra i più comuni e più frequenti nelle donne e nella popolazione con più di 60 anni, con un’incidenza annuale di circa 10 casi ogni 100mila abitanti – secondo il protocollo di follow-up nei primi 5 anni deve sottoporsi a esame di risonanza magnetica nucleare e a visita specialistica ogni 3-6 mesi; dal sesto anno in poi visita e RMN a scadenza annuale. “Presa in carico totale – aggiunge Moratti – significa quindi che tutte queste prestazioni saranno proposte automaticamente dall’ospedale, sempre nel pieno rispetto dei tempi previsti dal protocollo clinico applicato, informandone il competente medico di famiglia.”











