Arteterapia per i giovani del Centro Regionale veneto di Terapia Antalgica e Cure Palliative

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Raccontare la propria esperienza di quotidianità a contatto con una malattia attraverso il disegno e l’espressione artistica. Questo il cuore del progetto Ardire – Arte per Dire, promosso dal Centro Regionale Veneto di Terapia Antalgica e Cure Palliative Pediatriche UOC Hospice Pediatrico Casa del Bambino, Dipartimento della Salute della Donna e del Bambino l’Azienda Ospedale Università Padova, in collaborazione con MediCinema – il Cinema che Cura, e sostenuto dall’Associazione La Miglior Vita Possibile, che finanzia gli iPad e mette a disposizione le risorse economiche per i professionisti coinvolti che utilizza l’arte come narrazione della quotidianità di ragazzi che vivono le Cure Palliative Pediatriche. Il Progetto, primo in Italia, verrà presentato ai ragazzi fruitori e alle loro famiglie sabato 4 settembre, dalle ore 10:00 alle ore 15:00, presso il Padiglione 11 della Fiera di Padova.

“Questa prima iniziativa in Italia di Arteterapia è davvero un punto di svolta significativo, nonché tappa importantissima, che segna l’esperienza e il futuro di questi ragazzi”, commenta la responsabile del Centro Regionale Veneto di Terapia Antalgica e Cure Palliative Pediatriche, dott.ssa Franca Benini. “Attraverso il racconto del loro vissuto mediante il disegno e il fumetto, infatti, sarà per noi possibile calibrare terapie e approcci psicologici decisamente migliori, così da poter elaborare, per loro e per le loro famiglie, una vita, tecnicamente la migliore possibile. Siamo i primi in Italia ad organizzare e a promuovere un progetto simile, grazie ad una leadership importante con l’Associazione La miglior vita possibile e con MediCinema, che trova fondamentale attuazione della volontà del Centro Regionale Veneto di Terapia Antalgica e Cure Palliative Pediatriche di essere costantemente accanto ai ragazzi e alle loro famiglie durante tutta la vita.”

“Crediamo molto in progetti come questo perché davvero riescono ad impegnare i ragazzi secondo una dimensione di vita normale, e perché il disegno con le tecniche espressive collegate offrono realmente un approccio liberatorio dal punto di vista psicologico”, dichiara il presidente della Associazione La Miglior Vita Possibile, prof. Giuseppe Zaccaria. “È un modo per consentire ai ragazzi e alle loro famiglie di tessere un racconto oggettivo della propria quotidianità elaborando, attraverso il tratto espressivo, i propri sentimenti e le proprie sensazioni e soprattutto dando forma, mediante il disegno, alle proprie difficoltà. Una sorta di registro emotivo che racconta un altro tipo di fanciullezza e adolescenza diversa e difficile, filtrata attraverso la leggerezza del colore e del linguaggio espressivo tipico del fumetto, per regalare a questi ragazzi davvero una miglior qualità di vita possibile. Un ringraziamento va a MediCinema il Cinema che cura, Associazione con la quale abbiamo già proficuamente collaborato in altre occasioni.”

“Come MediCinema, da molti anni offriamo progetti di cura non solo ospedaliera ma anche di sostegno psicologico, e siamo diventati un punto di riferimento specializzato in Italia”, afferma la presidente, Fulvia Salvi. “Con Ardire e Arte per Dire, per la prima volta viene strutturato un progetto di assistenza a distanza mediante le arti visive su bambini dell’Hospice. Desideriamo sottolineare che si sta procedendo secondo un impianto scientifico che consentirà di monitorare e mirare i benefici prodotti mediante l’utilizzo di questo nuovo format di intervento all’assistenza a distanza per le cure palliative. Abbiamo infatti lavorato al tema dell’utilizzo dell’arte visiva e delle immagini quali stimoli positivi che si immettono in un percorso di cura e sostegno partendo dal concetto di cinema con tutte le sue componenti, utilizzato a scopo di cura. Si è estrapolata una parte di quello che è lo stimolo positivo che il cinema produce attraverso le immagini prodotte e poi elaborate dai bambini coinvolti che verranno seguiti durante tutto il percorso da tutor esperti. Questo – prosegue Salvi – è un lavoro che ha basi espressive già sperimentate da MediCinema su altre patologie. Non si fa attività generalizzata. In questo progetto, la buona pratica della Settima Arte (come è definito il Cinema con tutto ciò che lo riguarda: immagini, creatività e stimolo positivo) è stata ricodificata per essere adattata ad un percorso di sostegno per questi bambini mirato ai loro bisogni primari secondo il raggiungimento dell’obbiettivo primario che è quello della attivazione di un beneficio.”