I pro e contro della cannabis secondo l’associazione Luca Coscioni

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Qualità migliore, meno attesa e costi più bassi rispetto all’importazione dall’Olanda. Ma ancora una “goccia” nel mare rispetto alla richiesta e troppe differenze regionali. Questi, secondo l’Associazione Luca Coscioni, alcuni tra i pro e i contro della vendita di Cannabis di Stato per uso terapeutico, iniziata pochi giorni fa nelle farmacie italiane. Le indicazioni mediche, a oggi, sono molteplici: nausea e vomito, anoressia e cachessia, spasticità, disturbi del movimento, dolore, glaucoma, epilessia, asma, sintomi psichiatrici… “Nonostante la cannabis medica in Italia sia ammessa in terapia dal 2007, a oggi la sua disponibilità è tutt’altro che effettiva. E ciò soprattutto per le resistenze ideologiche di medici, farmacisti e operatori sanitari”, commenta Marco Cappato, tesoriere dell’associazione, il quale aggiunge: “finalmente un primo passo è arrivato”.

La svolta, spiega infatti l’associazione in una nota, è “storica”: tra i pro, la migliore qualità della cannabis “made in Italy”, che segue i protocolli europei per i farmaci; il prezzo di 15 euro al grammo a fronte dei 24 di quella olandese; la possibilità di fruirne senza l’importazione, diminuendo l’attesa. Tuttavia, “rimane solo un primo passo”. La produzione è infatti ancora troppo piccola, pari a 100 kg annui, ovvero quelli che compriamo dall’Olanda, che però “non considera la richiesta sul mercato illegale, a cui molti malati che non trovano un prescrittore si rivolgono”. Inoltre, il problema rimangono i “medici che non prescrivono, anzi, talvolta colpevolizzano i pazienti che ne fanno richiesta”. Resta infine il “gap tra eccellenze regionali” che da anni hanno implementato l’erogazione di cannabis terapeutica e “regioni dove ancora non c’è una legge”. Utilizzata per le proprietà analgesiche e antispastiche ma anche contro il glaucoma o gli effetti collaterali di chemio e radioterapia, la cannabis “può essere somministrata tramite decotto o vaporizzazione: non è necessaria la sintetizzazione in farmaco”, spiega Marco Perduca, coordinatore della campagna Legalizziamo! promossa dall’associazione Coscioni.