
In un contesto in cui la denatalità è ormai un’emergenza strutturale, l’evento promosso dalla Fondazione Benessere Donna e Italian Health Policy Brief, recentemente svoltosi a Roma, ha ribadito come per invertire la rotta l’Italia debba imparare a prevenire l’infertilità “prevedibile”. Oggi il Servizio Sanitario Nazionale garantisce la preservazione della fertilità (come il congelamento dei gameti) quasi esclusivamente ai pazienti oncologici. Tuttavia, moltissime donne colpite da patologie quali endometriosi, sclerosi multipla o menopausa precoce vedono svanire il proprio potenziale riproduttivo senza tutele: “L’inserimento di queste condizioni nei Livelli Essenziali di Assistenza LEA permetterebbe di attuare una reale politica di prevenzione medica”, dichiara il prof. Nicola Colacurci, presidente della Fondazione Benessere Donna. L’obiettivo è evitare che queste procedure rimangano un privilegio per chi può permettersi il ricorso alla Sanità privata. L’idea è quella di un allineamento ai modelli di Medicina preventiva: intervenire oggi sulle donne a rischio costa infinitamente meno al Ssn rispetto a gestire domani percorsi di procreazione medicalmente assistita PMA tardivi e spesso fallimentari: “Dobbiamo prevenire l’infertilità “prevedibile”, evitando costi futuri più elevati per il Ssn”, afferma la dott.ssa Maria Rosaria Campitiello, del Ministero della Salute.
Investire nella salute riproduttiva non è solo un atto di civiltà, ma una scelta strategica. Lo studio socio-economico presentato durante i lavori evidenzia come garantire l’accesso alle cure permetterebbe, solo nel primo anno, a 1.131 donne con patologie non oncologiche di coronare il sogno della genitorialità. Tra i punti sottolineati: accesso equo, uniformando i trattamenti su base nazionale; innovazione, supportando l’industria che sviluppa nuove tecnologie per la conservazione della fertilità; consapevolezza, educando la popolazione e i Medici di base sull’importanza del “fattore tempo”. Il contrasto alla denatalità non si vince dunque solo con i “bonus bebè”, ma con una Sanità capace di proteggere il desiderio di genitorialità prima che sia troppo tardi: “La Politica è chiamata a garantire un quadro normativo che permetta al Ssn di rispondere ai bisogni delle coppie e valorizzare il contributo della scienza – dichiara il sen. Ignazio Zullo – perché un Paese senza nuovi nati è un Paese senza domani”.













