
Un team coordinato dall’Università di Milano-Bicocca, guidato dal prof. Carlo Ferrarese, ha avviato uno dei più grandi studi italiani sulla prevenzione del declino cognitivo e funzionale negli anziani. Lo studio, denominato In-Tempo e condotto nell’ambito del Partenariato Esteso PNRR Age-It, integra interventi multidimensionali, tecnologia avanzata e analisi di biomarcatori plasmatici per contrastare i rischi legati all’invecchiamento.
Ad oggi, sono 1.057 gli over60 che partecipano allo studio, selezionati dopo uno screening di oltre 2mila persone, con l’aiuto dei Medici di Medicina Generale, da 9 Centri universitari dislocati su 8 Regioni. Gli interventi combinano 5 diverse strategie: nutrizione, attività fisica, training cognitivo, socializzazione, monitoraggio dei fattori di rischio vascolare. Lo studio ha integrato nuovi biomarcatori plasmatici, che permettono da qualche anno di predire il rischio di declino cognitivo anche in soggetti asintomatici, anni prima dei sintomi clinici. La ricerca si è avvalsa di dispositivi indossabili (tracker per analizzare il movimento, il battito cardiaco e il sonno), software di stimolazione cognitiva, oltre che di un approccio integrato di analisi dei dati condotto da Informatici, Ingegneri, Statistici e Economisti, questi ultimi impegnati anche nell’analisi cost-effectiveness.
I ricercatori hanno creato e utilizzato una piattaforma denominata LISA, che permette il coinvolgimento attivo della cittadinanza, secondo i principi della citizen science, e rappresenta un ponte diretto tra ricerca, Istituzioni e comunità: attraverso il portale, spiegano, gli utenti hanno accesso a informazioni sanitarie, inclusi i dati per monitorare in autonomia le proprie condizioni di salute e l’aderenza alle prescrizioni del trial.
Nei primi 123 pazienti, rivalutati dopo i primi 6 mesi di interventi, i dati preliminari indicano una buona aderenza ai trattamenti proposti (superiore all’80%), aprendo nuove prospettive per la medicina preventiva personalizzata. Lo studio, sottolineano gli autori, dimostra che la prevenzione precoce è fattibile, con primi segnali positivi di efficacia. Gli interventi programmati dallo studio proseguiranno nei prossimi mesi, per terminare alla fine del 2026, ma con un follow-up previsto fine a tutto il 2027.
“La sfida chiave di In-Tempo è prevenire il declino cognitivo e funzionale, perché la demenza non può essere fermata quando è già manifesta clinicamente”, dichiara Ferrarese. “Le strategie devono essere quindi preventive e multidimensionali, intervenendo su tutti i principali fattori di rischio di declino cognitivo. Nuovi biomarcatori plasmatici permettono oggi di identificare il rischio di declino cognitivo in anziani ancora asintomatici. In tali soggetti, possiamo programmare interventi basati su nutrizione, attività fisica, training cognitivo, socializzazione e controllo dei fattori di rischio vascolare. Col nostro studio stiamo dimostrando che tale complessa strategia è fattibile: i primi dati sono promettenti e ci incoraggiano a proseguire il follow-up. L’obiettivo è creare un modello scalabile per promuovere un invecchiamento in salute in Italia e nel mondo.”














