Prevenire l’Alzheimer è possibile, ma gli estrogeni non preservano dalla malattia

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Secondo alcuni ricercatori cinesi la salute delle arterie e un corretto stile di vita sono i primi importanti fattori di rischio per l’insorgenza dell’Alzheimer. È quanto si evince da una metanalisi che ha analizzato centinaia di studi già pubblicati, tutti mirati alla ricerca dei fattori di rischio di questa malattia. “Sempre più prove hanno dimostrato che la malattia di Alzheimer, come altre malattie croniche comuni, potrebbe essere prevenibile grazie all’aumento dei livelli di istruzione e al miglioramento del controllo dei fattori di rischio modificabili”, spiega Jin-Tai Yu, autore dello studio.

In particolare Jin-Tai Yu e colleghi hanno analizzato 243 studi prospettici osservazionali e 153 studi randomizzati controllati, che sono stati selezionati per qualità tra migliaia di articoli emersi ricercando sui motori PubMed, EMBASE e CENTRAL le parole “Alzheimer”, “rischio”, “cognitivo” e “prevenzione”. Dall’analisi dei dati è emerso che i maggiori fattori di rischio riguardano essenzialmente la salute delle arterie, e quindi la salute cardiovascolare, oltre a tanti altri fattori di rischio che sono modificabili. In prima istanza, rimane tuttavia smentita l’ipotesi che la maggiore incidenza di Alzheimer nelle donne sia associata alla menopausa: lo studio suggerisce infatti che la terapia sostitutiva con estrogeni non ridurrebbe il rischio di di sviluppare la malattia. Dunque i maggiori fattori di rischio riguardano essenzialmente malattie per le quali la rete vascolare è maggiormente compromessa. Diabete, ipertensione, iperomocisteinemia, indice di massa corporea elevato, stanchezza e attività cognitiva; non meno importanti la depressione ma anche il fumo, l’obesità. L’articolo è stato pubblicato sul Journal of Neurology, Neurosurgery and Psychiatry.