Pressione alta, malattie renali e obesità: all’IRCCS San Raffaele di Roma, il Summit Europeo ESAC delle nuove Linee Guida sull’ipertensione

“Desidero esprimere il mio apprezzamento per il lavoro del San Raffaele, dell’Aldosterone Council e di tutti gli organizzatori nell’aver realizzato questo appuntamento dedicato ai nuovi orizzonti della ricerca sull’aldosterone, un ormone fondamentale per la regolazione della pressione arteriosa e dell’equilibrio idrosalino, con effetti diretti sulla salute cardiovascolare e renale”, dichiara Andrea Lenzi, neo presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche e professore emerito di Endocrinologia dell’Università di Roma La Sapienza, in apertura del Congresso Annuale della European Section of the Aldosterone Council ESAC, svoltosi nei giorni scorsi presso l’IRCCS San Raffaele di Roma. “Da medico ed endocrinologo, riconosco il valore di un evento che unisce ricerca di base, clinica e sperimentale su un tema tanto cruciale per la salute cardiovascolare, metabolica e renale. Da presidente del CNR, vedo in incontri come questo la dimostrazione di quanto la cooperazione tra istituzioni, università e comunità scientifica europea sia essenziale per generare conoscenza e innovazione terapeutica.”

Con oltre 1miliardo di persone colpite nel mondo e 16milioni di pazienti in Italia, l’ipertensione arteriosa resta uno dei principali “killer silenziosi” da contrastare. Nonostante l’uso di più farmaci, molte persone non raggiungono i livelli di pressione arteriosa raccomandati per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. Nel corso della 2-giorni, e per la prima volta in Europa, sono state presentate le nuove Linee Guida per la diagnosi e la cura dell’iperaldosteronismo primario, la principale forma di ipertensione endocrina che triplica il rischio di infarto e ictus. “L’aldosterone è uno dei principali fattori che contribuiscono all’ipertensione resistente”, dichiara il prof. Massimiliano Caprio, organizzatore del meeting, Responsabile del Laboratorio di Endocrinologia Cardiovascolare dell’IRCCS San Raffaele e Ordinario di Endocrinologia all’Università Telematica San Raffaele Roma. “Si tratta infatti di un ormone che determina l’innalzamento dei valori pressori favorendo la ritenzione di sodio e acqua. Livelli elevati di aldosterone, specie se associati a obesità, eccessivo consumo di sale e condizioni genetiche o secondarie ad altre patologie, possono determinare fibrosi e infiammazione vascolare con conseguente aumento del rischio di infarto, ictus e deterioramento della funzione renale.”

“Le nuove Linee Guida potrebbero segnare un punto di svolta nella diagnosi dell’ipertensione endocrina; certamente garantiranno che l’assistenza al paziente sia omogenea, perché tracceranno i confini entro i quali i clinici dovranno e potranno muoversi”, prosegue Lenzi. “Per questo il CNR continuerà a sostenere con forza la ricerca biomedica e traslazionale, perché la scienza, quando è condivisa, diventa salute, innovazione e crescita per il futuro.”

Sono inoltre stati diffusi in anteprima i risultati del trial EASi-Kidney che dimostrano l’efficacia di una nuova classe di farmaci, gli inibitori dell’aldosterone sintasi, nella malattia renale cronica, patologia che interessa milioni di persone e rappresenta una sfida crescente per i sistemi sanitari. Ampio spazio anche a un importante aggiornamento sulla Medicina di precisione dell’obesità, a cura della Società Italiana di Endocrinologia.

Infine, la Young Investigator Competition, dedicata alla memoria del prof. Brian Harvey, del Royal College of Surgeons in Ireland RCSI, ha visto le migliori presentazioni dei giovani ricercatori confrontarsi su un palcoscenico scientifico di respiro europeo.