Presbiopia. Un laser e una microlente per “rimettere a fuoco”

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Alla Casa di Cura San Rossore di Pisa è stata impiantata, mediante l’utilizzo del laser a femtosecondi, una microlente in grado di curare la presbiopia. Si tratta del primo intervento di questo genere. “Abbiamo elaborato un nuovo metodo per inserire la lente per la presbiopia con questo laser di nuova generazione che ha profilo ottimale per la tasca corneale, che minimizza il rischio di formazione di micro pieghe, che si presentava con altre tipologie di laser”, spiega il dott. Marco Fantozzi, oftalmologo della casa di cura. “Il primo paziente, a 24 ore dall’intervento, è stato in grado di vedere 10 decimi da lontano e le lettere più piccole da vicino. All’impianto era presente anche l’inventore della lente, il dott. Vladimir Feingold di Irvine (California), che ha scelto il nostro centro per effettuare il primo posizionamento.” L’innovativo sistema laser, che impiega una tecnologia a femtosecondi, è l’unico tra i laser per la chirurgia della cornea che si contraddistingue per l’eccellente precisione d’incisione, la velocità, la modalità “soft” di trattamento e che soprattutto consente di inserire la lente intracorneale, evitando che si formino delle micro pieghe. Il laser permette di creare una tasca in 3D con una superficie molto liscia che agevola il posizionamento della lente intracorneale, evitando l’attrito che potrebbe inficiarne il funzionamento. L’intervento è reversibile, non provoca alcun danno ai tessuti ed è anche ripetibile: è possibile infatti sostituire, se necessario, la lente con una di gradazione superiore. Ha una durata di 10 minuti, non è necessaria alcuna degenza e l’unico accorgimento da attuare è l’uso di appositi colliri. Non presenta effetti collaterali, può comparire nelle prime ore dal posizionamento della lente solo una lieve sensazione di corpo estraneo.
La presbiopia è una condizione fisiologica dell’apparato visivo legata all’età che colpisce a partire dai 40 anni, poiché la lente naturale dell’occhio, il cristallino, invecchia e perde elasticità. Questa patologia comporta la difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti vicini, ad esempio un libro, o a svolgere attività a distanza ravvicinata come l’utilizzo del cellulare o del computer, specialmente in condizioni di scarsa illuminazione.