Dalle piante geneticamente modificate, farmaci per obesità, dolore cronico e malattie neurodegenerative

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Medicine di basso costo, “amiche” dell’ambiente, da assumere cibandosi con piante commestibili geneticamente modificate, come farmaci naturali. Sono queste le caratteristiche che un gruppo di ricercatori australiani è impegnato a ricercare nello sviluppo di una farmaceutica di nuova generazione basata sulle piante. “Abbiamo modificato le piante trasformandole in produttrici super-efficienti di medicine di nuova generazione”, scrive il responsabile del progetto, prof. David Craik sul sito dell’Istituto per la Bioscienza Molecolare, Università del Queensland. “Nella lotta all’obesità abbiamo dimostrato che tali molecole sono molto potenti, una minima frazione di grammo è sufficiente a stimolare il ricettore e sopprimere l’appetito. Se quindi introduciamo la molecola, diciamo, nelle patate, si possono mangiare patatine fritte senza preoccuparsi delle conseguenze: la persona si sentirebbe presto sazia perché il cervello dice che non ha più fame.”

I ricercatori hanno inoltre scoperto che un veleno di una lumaca marina del Queensland è 150 volte più potente della morfina. La molecola è stata poi introdotta in piante commestibili geneticamente modificate, che così diventano farmaci antidolorifici incorporati nella dieta. La ricerca è attiva anche nel trattamento delle malattie neurodegenerative. Per trattare la sclerosi multipla, che interessa il sistema nervoso centrale, gli studiosi hanno modificato geneticamente piante di una qualità di pomodori che contiene proteine dette peptidi ciclici: “Così – spiegano – le persone possono gustare un’insalata con questi pomodori speciali e allo stesso alleviare i sintomi di sclerosi multipla”.