“Persone fragili che trasmettono forti emozioni”. L’esperienza di Alessandra, medico di RSA

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Riceviamo e pubblichiamo l’esperienza di Alessandra, medico sostituto in una RSA del Levante ligure:

“Qualcuno mi ha già detto: ‘Chi te lo fa fare?’… Ma sono un medico, mi chiamo Alessandra e ho deciso di dare una mano in una RSA del Levante Ligure non appena mi si è presentata l’occasione. A volte la risposta di quello che vogliamo fare credo stia nei nostri sentimenti, nella nostra formazione, nella nostra educazione, nella nostra sensibilità. Così, quando scoppia la scintilla non esiti e cerchi di realizzare quello a cui tieni. In questo momento così particolare, dove le RSA sono diventate luogo di attenzioni, anche da parte della magistratura per le tante morti, sentivo e sento la necessità di stare accanto alle tante persone anziane che hanno bisogno di cure mediche ma soprattutto di un sorriso.

Tutto è iniziato da un senso di impotenza che assieme alla mia famiglia ho provato in questi giorni per una mia zia ricoverata in una struttura della zona… Stare al di fuori di quel cancello e lasciare un tuo caro solo in questo tratto di viaggio è stata dura da accettare, soprattutto per il fatto che all’indomani, e nemmeno dopo, se mai fosse rimasta viva, avrei potuto rivederla. Insomma in quel momento è nato in me il desiderio di voler dare il mio contributo, il mio aiuto e da lì a qualche giorno, per una serie di coincidenze, mi hanno contattato per fare una sostituzione in una RSA del Levante Ligure solo per questo periodo di emergenza.

Ti poni dunque tante domande a cui forse non esiste una risposta razionale… Sono a lavorare altrove, è vero, ma dentro di me è come se facessi tutto questo anche per lei, per la mia zia… Medici, infermieri, oss diventano una famiglia temporanea, uno scudo per queste persone fragili e indifese… e se riusciamo a strappare un timido sorriso, colmando un po’ l’abisso della solitudine e la sensazione di abbandono che vivono, per me è una cosa fondamentale… E un percorso di crescita personale e professionale e ogni giorno tutto questo mi riempie il cuore di sensazioni forti. È vero noi diamo tanto con gesti affettuosi e sinceri ma riceviamo altrettanto con emozioni che ti riempiono il cuore sia quando sei lì con loro a visitarli sia quando torni a casa al punto che diventi impaziente che arrivi il prossimo giorno di visita per incontrarli e iniziare con loro una nuova sfida.”

Alessandra