Ecco perché la sabizabulina, antitumorale, ridurrebbe i decessi da Covid-19

108

Sabizabulina. Non si tratta di un farmaco sperimentato contro il Covid-19, e dunque contro il virus che genera la malattia. Ancora in fase sperimentazione come antitumorale, sembra però in grado di fornire risultati migliori perché, come riporta il New York Times, impedisce alle cellule di costruire microtubuli, “cavi molecolari” coinvolti nel trasporto intracellulare. Proprio questo meccanismo ridurrebbe le complicanze respiratorie gravi, responsabili dei decessi nei pazienti colpiti dall’infezione. In Europa è la task force d’emergenza (Etf) dell’Agenzia Europea del Farmaco, e non l’azienda produttrice, ad aver avviato una revisione dei dati sull’uso della sabizabulina, l’anti-tumorale sviluppato dalla statunitense Veru, per il trattamento del Covid-19.

“La revisione esaminerà tutti i dati disponibili, compresi quelli di uno studio che ha coinvolto pazienti ospedalizzati con Covid-19 da moderato a grave che sono ad alto rischio di sindrome da distress respiratorio acuto e morte”, comunica l’Ema. “I risultati di questo studio indicano che il trattamento con sabizabulina potrebbe ridurre il numero di decessi.”

“Si tratti di risultati davvero impressionanti”, dichiara il dottor Ilan Schwartz, infettivologo dell’Università dell’Alberta, un esperto indipendente in quanto non coinvolto nello studio. “Finora sono pochi i trattamenti per pazienti più gravi e quindi c’è bisogno di nuove terapie.” Nel frattempo, l’azienda Veru, di Miami, ha richiesto alla Food and Drug Administration statunitense l’autorizzazione di emergenza all’utilizzo del proprio farmaco.