Perché i pipistrelli sono il “serbatoio” dei coronavirus

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I pipistrelli sono mammiferi appartenenti all’ordine dei Chiroptera. È il secondo gruppo di mammiferi più numeroso, dopo i roditori, e comprende oltre 1.300 specie diverse sparse in tutto il mondo, circa il 20% di tutte le specie descritte. In Italia esistono oltre 30 specie di Pipistrelli, tutte insettivore. Nel 2003 i pipistrelli furono indicati come i serbatoi del coronavirus della SARS, in quanto vennero identificati nei pipistrelli diversi coronavirus geneticamente molto simili al virus SARS-CoV isolato dai casi umani. I pipistrelli sono anche riconosciuti come il serbatoio naturale di oltre 100 altri virus tra cui MERS, il virus Ebola, il virus Marburg, il virus Hendra, il virus della Rabbia e il virus Nipah, per citarne alcuni.

PERCHÉ I PIPISTRELLI OSPITANO E DIFFONDONO COSÌ TANTI VIRUS?

Oltre a essere diffusi in tutto il mondo e a riuscire a vivere in ambienti estremamente diversi, ci sono alcuni motivi che in particolare contribuiscono a questa caratteristica unica. I pipistrelli hanno infatti una risposta immunitaria innata molto efficiente nel contrastare le infezioni e hanno un metabolismo accelerato, legato alla capacità di volare, il che li rende in grado di ospitare virus che in altre specie animali provocherebbero infezioni gravi e la morte. Vivendo in colonie con un’alta densità in spazi limitati, quali caverne, grotte, soffitte disabitate, i pipistrelli favoriscono la trasmissione virale all’interno della colonia. Inoltre, volando, i pipistrelli possono diffondere i loro virus in aree più estese rispetto alla maggior parte dei mammiferi che si muovono sul terreno.

PIPISTRELLI E CORONAVIRUS

Nei pipistrelli sono stati identificati oltre 200 differenti coronavirus, e non solo i nuovi coronavirus quali SARS-CoV, MERS-CoV e il nuovo coronavirus SARS-CoV2, ma anche i coronavirus dell’uomo che causano il comune raffreddore si pensa derivino dai pipistrelli. I pipistrelli sono considerati i principali serbatoi dei coronavirus, ne mantengono la circolazione nell’ambiente e ne aumentano la variabilità genetica. I coronavirus nei pipistrelli non sembra causino infezioni gravi, probabilmente grazie ad un adattamento evolutivo avvenuto in milioni di anni di interazione tra coronavirus e pipistrelli.

ANIMALI DOMESTICI E CORONAVIRUS

I coronavirus possono infettare anche altre specie animali, causando malattie importanti per i gravi danni che possono causare alla zootecnia. Questi includono il virus della bronchite infettiva aviaria (IBV), il virus della gastroenterite trasmissibile dei suini (TGEV), il virus della diarrea epidemica suina (PEDV) e, più recentemente, la sindrome da diarrea acuta suina (SADS-CoV).

Anche gli animali da compagnia, cani e gatti possono essere infettati da coronavirus, il coronavirus del cane causa una lieve diarrea, mentre nel gatto il virus della peritonite infettiva felina (FIP) se nella maggior parte dei casi provoca una lieve infezione intestinale, in alcuni casi provoca una grave infezione quasi sempre mortale. Per alcune di queste malattie degli animali sono disponibili vaccini, in particolare bronchite infettiva aviaria (IBV), peritonite infettiva felina (FIP) e gastroenterite trasmissibile dei suini (TGEV), utilizzati dagli allevatori e dai proprietari per ridurre i danni e le perdite economiche.
Molti di questi coronavirus umani e animali sembrano aver avuto origine nei pipistrelli per poi adattarsi a diverse specie animali. Nessuno dei coronavirus degli animali domestici è mai stato identificato come causa di infezione nell’uomo.

PASSAGGIO DI NUOVI CORONAVIRUS DAI PIPISTRELLI ALL’UOMO

Il coronavirus (SARS-CoV) identificato come l’agente eziologico della SARS, è arrivato all’uomo passando da diverse specie animali, tra cui pipistrelli, zibetto dell’Himalaya (Paguma larvata) e procione (Nyctereutes procyonoides), e la trasmissione tra le varie specie animali e l’uomo si suppone sia avvenuta nei mercati di animali vivi nella provincia cinese del Guangdong. Il MERS-CoV è un altro coronavirus zoonotico, trasmesso tra gli animali e le persone. Gli studi hanno dimostrato che l’uomo si infetta attraverso il contatto diretto o indiretto con i dromedari infetti. MERS-CoV è stato identificato nei dromedari in diversi paesi del Medio Oriente, Africa e Asia meridionale. Secondo l’analisi di diversi genomi virali, si ritiene che MERS-CoV possa aver avuto origine in pipistrelli e che sia stato trasmesso ai cammelli in un lontano passato.

fonte ISS