Patologie infiammatorie croniche. Continuità terapeutica e diagnosi al tempo del COVID

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La psoriasi è una malattia infiammatoria ad andamento cronico recidivante che colpisce la cute ed è caratterizzata principalmente dalla comparsa di aree arrossate diffuse, ricoperte da squame biancastre. “La recente pandemia Covid ha sicuramente messo ulteriormente alla prova i pazienti affetti da psoriasi”, afferma Francesco Cusano, presidente ADOI, Associazione Dermatologi Venereologi Ospedalieri Italiani. “La prima fase ha infatti aperto molti quesiti sull’opportunità di proseguire i trattamenti già in atto in uno scenario senza precedenti, incertezza accresciuta dalla difficoltà di contatto con le strutture specialistiche di riferimento, vuoi per la sospensione in molte aree delle attività assistenziali specifiche vuoi per la ricollocazione delle figure professionali di riferimento ad altre mansioni.”

L’artrite psoriasica è una patologia cronica caratterizzata dalla presenza di manifestazioni infiammatorie articolari, che causano dolore e rigidità e che talvolta coinvolge anche legamenti e tendini. L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica che colpisce prevalentemente le articolazioni sinoviali, in particolare quelle delle mani e dei piedi. Rappresenta il tipo più comune di artrite autoimmune e nel tempo può comportare la compromissione delle articolazioni sinoviali, della cartilagine e del tessuto osseo circostante. La malattia può anche dare luogo a diverse complicanze sistemiche.

“Le persone affette da patologie artritiche, come l’artrite psoriasica e l’artrite reumatoide, hanno certamente subìto il periodo Covid per una serie di motivi che vanno dalla difficoltà, in alcuni casi, di reperire farmaci per il mancato rinnovo dei piani terapeutici, alla difficoltà di condividere con il reumatologo momenti di acuzie cliniche o addirittura l’esordio della patologia articolare stessa con evidenti risvolti clinici sfavorevoli”, afferma Angelo De Cata, Presidente CREI, Collegio Reumatologi Italiani. “Il tutto per la difficoltà delle strutture ospedaliere e territoriali di intercettare le richieste di assistenza per la netta riduzione o, a volte, sospensione delle attività assistenziali specialistiche volte ad affrontare la fase acuta del problema Covid.”